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25 APRILE 2014: LA COMMEMORAZIONE DELLA LIBERAZIONE A SORA

La Città di Sora ha festeggiato stamani il 69° Anniversario della Liberazione. Le celebrazioni del 25 Aprile si sono svolte come da tradizione. Alle ore 10.30 il corteo composto dalle Autorità militari e civili, dalle forze dell’Ordine, dalle rappresentanze combattentistiche e d’arma, dal Picchetto d’onore del 41° Rgt. “Cordenons” e dai cittadini si è radunato presso Piazza Esedra da dove è partito per raggiungere la Cappella ai Caduti, in Piazza La Rocca. Qui il Vice Sindaco Vittorio Di Carlo, che ha presieduto la cerimonia, ha deposto una corona d’alloro in onore di tutti i cittadini sorani che hanno perso la vita in occasione di tutte le guerre. Quindi, gli interventi delle autorità si sono tenuti all’interno della Chiesa di Santa Restituta, messa gentilmente a disposizione da Mons. Bruno Antonellis.

Intenso il discorso del Vice-Sindaco Di Carlo: “Con orgoglio celebriamo oggi il 69° anniversario della Liberazione: il 25 aprile 1945 iniziava la vita democratica e libera per il nostro Paese. Quest’anno la commemorazione assume un’importanza particolare per Sora che fu liberata dalle truppe neozelandesi il 31 maggio 1944. Ufficialmente, quindi, cade quest’anno il 70° anniversario della fine dell’occupazione nazi-fascista della nostra bella città. È emozionante rievocare quella memorabile giornata e tutti i mesi che seguirono fino al 25 aprile 1945. Un popolo pieno di speranze lottava contro il totalitarismo e per salvaguardare i diritti umani in nome di un’Italia libera. La Resistenza e i valori da questa scaturiti, in particolare quelli espressi nella Costituzione repubblicana, non sono solo di una parte, ma sono un patrimonio comune, che deve essere condiviso e festeggiato da tutti. Rivolgendo lo sguardo a quei giorni va evidenziata la straordinaria forza d’animo e la determinazione che hanno sempre distinto noi italiani quando decidiamo di combattere in difesa di un ideale. Ed oggi, nello stato di crisi economica e sociale nella quale siamo sprofondati, come fecero i nostri Padri che uscivano dal Secondo Conflitto mondiale, dobbiamo riporre la speranza e la fiducia nelle risorse d’intelligenza e di lavoro di cui l’Italia è ricca. Nonostante lo sconforto dell’attuale situazione, sento che la volontà di ripresa è forte e che è possibile auspicare un cambiamento. Come nell’aprile del 1945 l’Italia visse l’epilogo di un periodo sanguinoso, violento ed amaro ma riuscì a porre fine a quell’orrore ed a voltare pagina, anche noi dobbiamo lavorare per aprirci nuovi orizzonti. Come fare? “Puoi costruire qualcosa di bello anche con le pietre che trovi sul tuo cammino”, affermava Goethe. Un invito attuale: superiamo i rischi del disincanto e dello sconforto ed uniti aiutiamoci l’uno con l’altro per rialzarci con dignità e fiducia nel futuro. I valori dell’uguaglianza delle persone, della libertà in tutte le sue forme, della piena solidarietà, l’equilibrio dei poteri nella rispettiva autonomia ci guidino nella nostra rinascita. Trasmettiamo questi valori alle giovani generazioni affinché divengano prezioso patrimonio collettivo e un bene per ciascun cittadino”.

Per le Forze Armate, che furono tra i principali attori della lotta di Liberazione, hanno preso la parola Rodolfo Damiani, Associazione Aeronautica Militare, e Antonio Corsi, Presidente Associazione Nazionale Marinai d’Italia. Presenti anche l’Associazione Carabinieri – Sezione di Sora, presieduta da Fernando Galante, e i membri della Società Operaia di Mutuo Soccorso.

La cerimonia, animata dalla Banda “Città di Sora”, si è conclusa presso la Stazione dei Carabinieri con la deposizione della corona d’alloro al monumento in memoria del Carabiniere Alberto La Rocca, Medaglia d’oro al valor militare

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