Comunicati Stampa CRONACA

CONCLUSA CON SUCCESSO L’ESERCITAZIONE SEISMIC 2017 – EMERGENZA E SOCCORSI IN CASO DI TERREMOTO

Riceviamo e pubblichiamo:

Venerdì 16 giugno – Si è svolta, nella giornata di ieri, presso il 72° Stormo “Marcello De Salvia”, l’esercitazione di Protezione Civile denominata “Seismic 2017”, realizzata dall’Aeronautica Militare, sotto il coordinamento della Prefettura.

L’esercitazione fa parte delle iniziative promosse dal Generale di S.A. Fernando Giancotti, Comandante delle Scuole dell’Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea, su tutto il territorio nazionale, in seno ai numerosi Enti dipendenti, che mirano a suscitare una vera e propria cultura dell’emergenza stimolando il dialogo e la stretta coesione tra i vari attori istituzionali interessati a fronteggiare situazioni di crisi.

La simulazione ha rappresentato un test di particolare importanza  per il sistema di protezione civile provinciale, con lo scopo di verificare la sinergia tra le strutture e le componenti del sistema di protezione civile e prepararsi nel miglior modo possibile ad assistere la popolazione, in caso di necessità.

All’attività addestrativa hanno preso parte oltre al personale dell’Aeronautica Militare, quello della Prefettura di Frosinone, dell’Arma dei Carabinieri, del 41° Reggimento “Cordenons” di Sora, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, della Provincia e del Comune di Frosinone, della Croce Rossa Italiana, ed i Volontari del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Nello specifico, è stato simulato un evento sismico nella Provincia di Frosinone con epicentro nella zona dei Monti Ernici. Le operazioni di soccorso si sono svolte nel comune di Veroli, località Eremo di San Giacomo mentre presso il 72° Stormo, è stata allestita una sala operativa con all’interno il Centro di Coordinamento e Soccorso (C.S.S.), presieduto da un rappresentante della  Prefettura di Frosinone.

A causa di crolli e danneggiamenti degli edifici e delle vie di comunicazione interrotte da frane e smottamenti, si è reso necessario utilizzare gli elicotteri TH 500, in dotazione allo Stormo, per raggiungere le popolazioni in difficoltà. I medesimi hanno effettuato diversi atterraggi fuori campo, trasportando gli operatori del Soccorso Alpino e unità cinofile sul luogo del sisma dove già operavano squadre di ricerca composte da operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e da personale dello Stormo.

Inoltre, un aeromobile dello Stormo, allestito per l’esercitazione con il kit sanitario, ha simulato il recupero di un superstite, trasportandolo presso il 72° Stormo dove il personale medico e paramedico dell’Ares 118 ha prestato i primi soccorsi, all’interno di un Posto Medico Avanzato (P.M.A.), allestito all’interno del sedime Aeroportuale. Sono state, altresì, allestite dai volontari della Protezione Civile due tende da destinare all’accoglienza delle persone tratte in salvo.

Il Prefetto Zarrilli, nel suo saluto ai partecipanti all’esercitazione, ha voluto rivolgere il suo ringraziamento all’Aeronautica Militare per aver dato l’opportunità  di testare la macchina operativa della Provincia di Frosinone, e a tutte le organizzazioni coinvolte per l’impegno profuso nell’attività esercitativa, elogiando, inoltre, le capacità organizzative e pratiche dimostrate nell’esercitazione. Ha sottolineato che “positivo è stato l’esito dell’evento, volto a collaudare sul campo i sistemi di intervento al fine di migliorare gli standard di sicurezza, accrescere la tutela delle persone, delle cose e dell’ambiente ed evitare per il futuro che possano ripetersi alcune criticità emerse”.

Il Col. Antonio Felicissimo, Comandante del 72° Stormo, al termine dell’esercitazione, ha voluto ringraziare tutto il personale intervenuto esprimendo il proprio compiacimento per la grande professionalità e motivazione dimostrati. Inoltre, ha espresso piena soddisfazione per un evento che ha consentito ai numerosi attori istituzionali interessati a situazioni di emergenza di approfondire la reciproca conoscenza e di mettere in comune strumenti disponibili e specifiche competenze. Ciò potrà consentire, in futuro, di ottimizzare i tempi di risposta, di migliorare le comunicazioni e di razionalizzare, ove possibile, i locali piani di intervento.

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