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FROSINONE – AGENTI PENITENZIARI AGGREDITI – QUADRINI LANCIA L’ALLARME

 

Le carceri del Lazio sono sovraffollate ed aumentano il numero di aggressioni agli agenti di Polizia Penitenziaria, è quanto emerso dai dati forniti dalla Federazione Nazionale Cisl. Un esubero di 1.046 detenuti, con 6.303 detenuti reclusi nei 14 istituti del Lazio rispetto alla capienza regolamentare di 5.257 detenuti. Dati preoccupanti a Cassino, con un soprannumero di 72 detenuti e Frosinone, con 89 carcerati in più. La casa circondariale di Cassino ha una capienza regolamentale di 203 detenuti, ne risultano registrati 275, di cui 118 stranieri.A Frosinone, invece, su una capienza regolamentale di 510 detenuti ne risultano registrati 599, di cui 186 stranieri.

Sul caso torna a parlare il consigliere provinciale capogruppo di Noi con l’Italia e presidente della XV Comunità Montana ing.Gianluca Quadrini che dichiara:”Oltre al problema del sovraffollamento, è necessario richiamare l’attenzione anche sull’aumento delle aggressioni nei confronti degli agenti di Polizia Penitenziaria.
Quanto accaduto ieri nell’istituto di Frosinone costituisce un allarme che non va ignorato assolutamente. Il personale che era intervenuto per sedare una rissa tra due detenuti è stato anch’esso aggredito. Uno di questi ha preso a calci e pugni il personale aiutandosi anche con un manico scopa. Tanto che per il personale di polizia penitenziaria è stato necessario l’intervento presso l’ospedale Spaziani. La mia solidarietà va al personale aggredito, ma credo che vadano urgentemente riviste da parte del Ministero dell’Interno le condizioni di lavoro di quest’ultimo che ha tutto il diritto ad operare in sicurezza.
Non dimentichiamo che il personale di Polizia penitenziaria deve garantire il servizio di piantonamento di soggetti ricoverati presso le Rems, le Residenze Esecuzione Misure di Sicurezza, conseguenza della chiusura degli Opg in ambito nazionale. Fattore che ha portato molti detenuti con problemi psichiatrici nelle sezioni di osservazione psichiatrica delle carceri. Quindi emerge che i carichi di lavoro sono triplicati e per assicurare la sicurezza vengono sacrificati i giorni di riposo e di congedo.
Urge rivedere il modello organizzativo dei nuclei in vigore, poiché sta creando non pochi problemi agli operatori e ne è il caso quello che sta vivendo quotidianamente il carcere di Frosinone, dove questi episodi sono davvero troppo frequenti”.-conclude il consigliere provinciale Quadrini.

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