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GIUSEPPE ZANDER ARCHITETTO DI SAN PIETRO E DELLA DIOCESI DI SORA

di Stefano Di Palma

Giuseppe Zander (1920-1990) è stato uno stimato cattedratico, solido storico dell’architettura e rigoroso ricercatore formatosi sotto gli insegnamenti di molti importanti maestri del periodo come Marcello Piacentini. L’attività di Zander si svolse intensamente per molti decenni su tutta la vasta gamma disciplinare che l’architettura offre: dalla scala urbana a quella edilizia, dalle opere pubbliche agli alloggi economici.

Nel 1981 papa Giovanni Paolo II nominò Giuseppe Zander Primo Dirigente dell’Ufficio Tecnico della Reverenda Fabbrica di San Pietro in Vaticano; tale incarico lo pose, in prospettiva storica, quale successore degli architetti e artisti che dal secolo XVI costruirono e conservarono la nuova Basilica Vaticana.

Il carattere intellettuale e funzionale delle architetture di Zander è evidente in tutte le sue opere religiose come dimostra l’eccellente esempio del complesso parrocchiale romano sulla Via Prenestina dedicato a San Leone Magno e inaugurato nel 1952 da papa Pio XII. La progettazione della chiesa comprese, oltre un modello in legno, ben oltre cento disegni in diversa scala includenti prospetti, piante e sezioni. L’intenso lavoro del giovane architetto culminò nell’impostazione di uno spazio basilicale in cemento armato diviso in tre navate dove armonia e purezza delle forme sono perfettamente integrate con un ricco apparato pittorico e plastico realizzato da vari artisti; l’edificio divenne subito dopo la costruzione “basilica titolare”determinando il primato di Zander quale autore vivente di un titulus (genere di chiesa le cui consociate appartengono ai secoli IV-VI d.C.) indicata in una rivista quale “novella Santa Sabina” (A. MUNOZ, 1953).

Le chiese dell’architetto Zander sono sparse in tutta Italia. Cronologicamente esse appartengono spesso al delicato contesto post bellico che prevede costruzioni di chiese parrocchiali, pensate come tangibili segni di rinascita poiché ubicate maggiormente in molti paesi martoriati del centro Italia.

Giuseppe Zander è stato operoso anche in alcuni Comuni della Diocesi di Sora. Il suo principale intervento è quello della progettazione e costruzione della chiesa parrocchiale di Santa Maria della Stella presso Broccostella, consacrata il 28 settembre del 1968. La chiesa, realizzata grazie all’impegno del parroco Domenico Cardi, doveva sopperire alla mancanza di un idoneo edificio di culto nel paese; la progettazione viene eseguita nel periodo 1963-1964 e si protrae fino al 1972 anno di costruzione del campanile.

La scansione dello spazio liturgico della parrocchiale di Broccostella è stata studiata dall’architetto con vari disegni. Sulla base della superficie a disposizione e tenendo conto dei problemi sismici del territorio, Giuseppe Zander ideò così un edificio ampio, a navata unica, in cemento armato e attraversato da “portali trasversali” sostenenti un tetto a due falde; la presenza di quest’ultimi elementi costruttivi esplica i punti di contatto con la tradizione architettonica su cui Zander imposta una moderna riflessione. Si tratta, in sostanza, di una rielaborazione personale di un brano strutturale tratto dal variegato linguaggio che la storia dell’architettura offre: l’arco a sesto acuto. Composti sugli alti sostegni da segmenti, slanciate linee spezzate, i portali trasversali ideati dal progettista superano così la semplice citazione colta e diventano modulo generatore dell’intero spazio liturgico.

Anche attraverso il colore (bianche le pareti, grigi i portali) si era ottenuto un certo risalto delle membrature architettoniche; oggi esse sono ancora esaltate dalla diversa pittura dell’interno eseguita durante i recenti lavori di adeguamento liturgico realizzati tra il 2007 e il 2010 . Si ricorda che, per ragioni di economia dei lavori e per interesse dello stesso architetto Zander, nella chiesa di Santa Maria della Stella dalla consacrazione fino al 2010, erano stati usati come mensa d’altare dei marmi provenienti dalla citata basilica di San Leone Magno sulla Prenestina acquistati grazie al contributo di Serafino Gravaldi. Nell’esterno (anch’esso oggetto di studio tramite alcuni disegni) l’architetto ideò un totale paramento in mattoni nonché la riproposizione del modulo generatore della progettazione, ossia i portali trasversali in cemento, che scandiscono in forma contratta il portico di accesso ed il profilo della chiesa (S. DI PALMA, 2010).

L’altro oggetto di studio privilegiato da Giuseppe Zander è stato il restauro come del resto attesta ancora un emblematico esempio proveniente sempre dalla diocesi di Sora; si tratta della riparazione del danno bellico della chiesa di San Tommaso d’Aquino a Roccasecca – Castello (concretizzata nel periodo 1970-1971) dove, nel pieno rispetto della preesistenza medievale, fu realizzata un’energica soluzione di consolidamento e integrazione degli elementi scomparsi (R. LUCIANI, O. ZANDER, P. ZANDER, 1997).

 

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