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LA STORIA DEL COMUNE DI RIACE, USCITO DALLA CRISI GRAZIE ALL’ACCOGLIENZA DEI RIFUGIATI

Tra affarismi sull’accoglienza e muri di insicurezze, l’Italia è quel paese che, in mezzo a tanto marciume, è talvolta in grado di offrirci delle buone notizie. In questo caso, la buona notizia è che una rivista americana di business – dal nome “Fortune”ha inserito al quarantesimo posto della classifica dei 50 leader più influenti del mondo, il sindaco di Riace Domenico Lucano, già vincitore di alcuni premi, in merito alle sue politiche sull’accoglienza e integrazione.

Questo quanto riportato dalla rivista Fortune : “Quando una barca di profughi curdi ha raggiunto le sue coste nel 1998, Lucano, che all’epoca faceva l’insegnante, ha visto un’opportunità. Ha offerto loro appartamenti abbandonati di Riace insieme alla formazione lavorativa”. “Diciotto anni dopo, il sindaco Lucano è ritenuto come colui che ha salvato la città, la cui popolazione oggi include migranti provenienti da 20 nazioni, ringiovanendo l’economia del comune (Riace ha ospitato più di 6.000 richiedenti asilo in tutto). Anche se la sua posizione pro-rifugiati lo ha messo contro la mafia e lo Stato, il modello di Lucano – conclude la rivista americana – è stato studiato e adottato come esempio nell’ambito della crisi dei rifugiati in Europa”.

“Oggi nella parte alta di Riace la popolazione è composta per la metà di immigrati”, sottolinea il sindaco, secondo il quale si vive un’integrazione che dovrebbe essere ovunque “normale, senza nessuna paura”. Il modello Riace è esportabile? “Dove prevale l’umanità, si tratta sempre di un modello esportabile. Ma ci vuole gradualità e non bisogna essere inseriti nella logica della società moderna che vive con l’ansia e la preoccupazione per l’altro” ha dichiarato il sindaco in un’intervista rilasciata all’Adnkronos.

Il Comune di Riace è stato in grado di creare un modello di sviluppo basato sull’accoglienza e sull’integrazione di rifugiati politici e richiedenti asilo, attraverso il loro inserimento in ambito lavorativo e sociale. Agli immigrati viene offerta la possibilità di vivere in case abbandonate e di imparare mestieri pressoché quasi scomparsi, avvantaggiandoli nell’inserimento in ambito agricolo e dell’artigianato.
Dei circa 1820 abitanti del Comune di Riace, ben 400 sono immigrati, molti dei quali hanno trovato casa e lavoro grazie ad un programma di finanziamento del governo italiano.
Non solo, date le condizioni di ottima accoglienza, sembrerebbe che i migranti una volta stabiliti nel paese, facciano poi arrivare nel Paese amici e parenti in fuga dai conflitti.

Una dimostrazione di come la sensibilità di un Sindaco possa svolgere un ruolo determinante in ambito sociale. Questo percorso, infatti, definito dal primo cittadino di Riace lento e difficile a causa di una diffidenza iniziale da parte degli abitanti della città, è stato possibile grazie all’istituzione di cooperative ed associazioni con propositi di accoglienza. La prima, nata a Riace più di dieci anni fa, è stata “Città Futura”, intitolata a Don Giuseppe Puglisi, parroco siciliano ucciso dalla mafia nel 1993.  A Riace, oltre a “Città Futura” esistono altre quattro associazioni, create da italiani che gestiscono i progetti di accoglienza.

Sarebbe bello se quei primi cittadini di Italia sensibili al fenomeno dell’immigrazione e paladini dell’accoglienza (e tra essi anche l’attuale primo cittadino del Comune di Sora) iniziassero a dare più spazio a queste tematiche nel dibattito politico, auspicando che il riconoscimento a livello mondiale del Sindaco di Riace in merito alle sue politiche sull’accoglienza possa essere da esempio a tutti.

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