Lo sapevate che...

LO SAPEVATE CHE… A SORA, VIA BAIOLARDO PRENDE IL NOME DA UN SOLDATO SEDUTTORE

Nella tradizione popolare ciociara, esiste un personaggio, Pietre Baliarde, a cui si deve un famoso detto: “Isse n’ha fatte tante quant’ a Pietre Baliarde!”a voler indicare qualcuno che ne ha combinate di tutti i colori.

L’origine di questo modo di dire starebbe, appunto, nella figura leggendaria di Pietro Bailardo, un potente mago e seguace dell’occulto, che avrebbe mantenuto un costante rapporto con Satana fino a pentirsene una volta divenuto vecchio.

Numerose e differenti sono le storie nate attorno alla sua figura.

In Terra di Lavoro, si narra che, alla fine del Quattrocento, durante la guerra fra Spagna e Francia per la conquista del Regno di Napoli, un soldato francese di nome Bailardo, che combatteva sul fronte del Garigliano, di notte, lasciava l’armatura per scorrazzare per le campagne dei paesi intorno, al fine di sedurre le donne e le vergini, consumando amori illegittimi, travestito da brigante.

La sua affezione a queste terre era tale che, anche a guerra finita, Bailardo continuò a tornare, dalla Francia, in Terra di Lavoro, per soddisfare le sue vecchie e nuove amanti.

La leggenda vuole che, un bel giorno, gli uomini frusinati, per riappropriarsi delle loro donne e delle loro figlie, non riuscendo a catturare il vero Bailardo, costruirono un fantoccio di paglia. Poi, fingendo che fosse il seduttore francese, fecero girare la voce della sua cattura.

Agghindato da brigante, il pupazzo, fu steso in una bara, portato in processione solenne per le vie dei borghi al grido di “È muórtö Bailardö! È muórtö Bailardö!” e poi bruciato in piazza.

Nel Lazio meridionale, è ancora vivo il ricordo di questo personaggio come maschera carnevalesca a Cassino, mentre a Sora è presente nella toponomastica: la località Baiolardo ne è un esempio.

La leggenda di Pietro è presente anche nella tradizione orale della Città Eterna.

Si dice, infatti, che a Roma il mago trascorse i suoi ultimi giorni di vita.

Pentito del suo rapporto con Satana, volle espiare le sue colpe. Si confessò e ricevette, così, la Comunione nel Pantheon, ma, una volta fuori, si trovò di fronte un diavolo che pretese il compenso dei suoi sporchi servigi.

Pietro, stanco, gli diede quattro noci e si rifugiò di nuovo nella chiesa.

Il demone, arrabbiato per l’oltraggio subìto, decise di attendere il mago girando a vuoto per ore attorno al Pantheon, tanto da tanto scavare un profondo fossato attorno al tempio.

 

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