Lo sapevate che...

LO SAPEVATE CHE…CON LA CALZA DELLA BEFANA GLI SPIRITI DEI MORTI SALUTANO E SE NE VANNO

Fra tutte le tradizioni delle festività natalizie, quella della calza della Befana sembra la più lontana dalla nostra cultura, eppure non è una creazione del consumismo moderno.

Secondo la tradizione napoletana, il presepe non è semplicemente una rappresentazione della natività, ma una metafora, un luogo mistico, in cui morte e vita cessano di essere distinte, quasi un modo per passare le festività insieme anche a chi abbiamo perso. Non a caso, i napoletani più superstiziosi circondano il presepe con rovi o finta paglia per non far fuoriuscire gli spiriti.

Il legame coi morti si manifesta anche nella frutta secca, le così dette ‘ciociole’ – noci, castagne, noccioline, mandorle, fichi secchi messe a tavola proprio perchè ritenuto l’unico cibo, secondo una credenza millenaria, di cui si nutrono i morti.

Ma cosa lega tutto questo alla famosa calza? L’Epifania, si sa, tutte le feste porta via, ma ad andarsene con lei sono anche gli spiriti che tornano al loro regno, ma non senza ringraziare chi li ha ospitati: come regalo ai bambini di casa, i morti lasciano le uniche cose di cui potevano disporre, frutta secca e bucce di mandarini, nei loro calzini.

Parliamo di una tradizione che, a Napoli, è stata rispettata fino a metà del secolo scorso: per i genitori era un modo di sbarazzarsi degli ultimi resti di pranzi e cenoni e per i bambini era una gradita sorpresa in tempi in cui anche un guscio di noce poteva diventare un gioco meraviglioso.

 

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