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LO SAPEVATE CHE…OGGI, NEL 1492, COLOMBO FIRMAVA L’ACCORDO PER UNA VIA PER L’ASIA VERSO OVEST

Lo sapevate che Cristoforo Colombo impiegò anni prima di convincere qualcuno a finanziare il suo progetto di cercare una via per l’Asia passando a Ovest e che l’accordo con i reali di Spagna fu firmato solo il 17 aprile del 1492?

La prima proposta Colombo la presentò nel 1483 al re del Portogallo, Giovanni II, ma i consiglieri del sovrano espressero parere negativo perchè stimarono che la distanza da coprire con il viaggio fosse di molto superiore alle stime dell’esploratore. Due anni dopo, Colombo si trasferì in Spagna e provò con il duca Medina Sidonia, ma questi, non avendo il navigatore genovese ottenuto l’appoggio della corona, si trovò costretto a rifiutare. In seguito, tentò con don Luis de la Cerda, duca di Medinaceli, che convinse parzialmente la regina Isabella di Castiglia, la quale si decise quindi ad incontrare Colombo.

Colombo attese fino ai primi del maggio 1486 che i regnanti di Spagna, Isabella di Castiglia e Ferdinando II di Aragona, lo incontrassero. L’esploratore presentò il suo progetto di raggiungere per mare il Catai. Una commissione si riunì per vagliare le effettive possibilità di riuscita del viaggio, ma la decisione, negativa, arrivò solo quattro anni dopo, nel 1490.

Nel frattempo, nel 1488, Colombo provò di nuovo ad appellarsi al re del Portogallo, che prima accettò di incontrarlo e poi cambiò idea. Si rivolse anche ad Enrico VII di Inghilterra e ai sovrani di Francia. Nel 1492, col protrarsi dell’attesa, il navigatore era giunto oramai ai limiti della resistenza, e, dopo sette anni di soggiorno in Spagna, anche le sue risorse economiche si erano ridotte.

Accadde però che Padre Juan Pérez, confessore personale della regina, fece recapitare una missiva alla regina Isabella, la quale, due settimane dopo, fece convocare il padre. Colombo ricevette, tramite lettera, la comunicazione di una nuova udienza. Decisivo fu il contributo del vescovo Alessandro Geraldini, anche lui confessore della regina Isabella e amico personale di Colombo; grazie alla sua insistenza, la regina si convinse definitivamente ad acconsentire al viaggio del grande navigatore.

Colombo dettò le sue condizioni: chiese il titolo di ammiraglio e la carica di vicerè e “governatore delle terre scoperte” – titolo che doveva essere ereditario – la possibilità di conferire ogni tipo di nomina nei territori conquistati e, inoltre, una rendita pari al 10% di tutti i traffici marittimi futuri. Le richieste furono considerate eccessive e non si fece alcun accordo. Successivamente, le richieste vennero accettate a patto della buona riuscita del viaggio.

Il contratto, definito, Capitolaciones, venne firmato il 17 aprile 1492. La somma necessaria per l’armamento della flotta, pari a 2.000.000 di maravedì, sarebbe stata versata metà dalla corte e metà da Colombo, finanziato da alcuni banchieri genovesi.

Dopo la firma, Colombo lasciò Santa Fe – dove aveva incontrato i reali – il 12 maggio 1492 , quando già si era deciso il luogo di partenza, Palos, in quanto i porti maggiori erano occupati dal tribunale della Santa Inquisizione, che prevedeva l’espulsione degli ebrei anche tramite mare. Cominciava da lì la ‘scoperta’ dell’America.

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