Lo sapevate che...

LO SAPEVATE CHE…CESARE BARONIO FU LA GUIDA SPIRITUALE DEL FEROCE BANDITO CATENA

XJF342447 Cardinal Cesare Baronio (engraving) by Italian School, (17th century); Private Collection; (add. info.: Cardinal Cesare Baronio (1538-1607) Italian ecclesiastical Historian); Italian, out of copyright

Bartolomeo Vallante, detto Catena, è il brigante imprigionato e condannato a morte, che Cesare Baronio cercò di redimere e a cui diede il suo sostegno durante gli ultimi attimi di vita.

Nato a Monte San Giovanni Campano nel 1550, durante il feudo dei d’Avalos, da una famiglia di umili origini, iniziò la sua vita errante come capo di un gruppo di briganti, dopo essere stato espulso dal borgo monticiano. All’età di 22 anni, per l’onore della famiglia, decise di vendicare la morte di suo fratello Pietro con il sangue del suo assassinio e ciò gli costo l’espulsione dalla città e la condanna alla pena capitale.

Fuggito da Monte San Giovanni Campano, Vallante organizzò subito il suo gruppo di briganti ed evitò la cattura grazie al sostegno di famiglie influenti come i Caetani e gli Sforza, che lo usarono per compiere delitti, ben 54, e rapine ai danni di mercanti lungo le strade che collegavano Roma con Napoli.

Numerosi religiosi furono suoi complici, altri invece come il cardinale Cesare Baronio, cercarono di fargli abbandonare la vita criminale e di riportarlo sulla retta via.

Così, il 25 novembre del 1580, mentre cercava con i suoi scagnozzi di raggiungere la Maremma Toscana, fu catturato nei pressi di Roma ed imprigionato nel carcere di Tor di Nona, dove, sottoposto ad orribili torture, rivelò la propria identità e confessò tutti i delitti e i reati di cui si era macchiato.

Per tutto il corso del processo e del periodo di detenzione, fu assistito spiritualmente e confortato dal cardinale Cesare Baronio. Alla vigilia della sua esecuzione, per mano del Cardinale, fece scrivere lettere in cui chiedeva il perdono per i suoi crimini.

L’11 gennaio del 1581 fu condotto a Ponte Sant’Angelo, il luogo deputato alle esecuzioni capitali, e venne impiccato.

Il suo corpo, squartato, rimase esposto alla vista della gente per tutto il giorno.  Solo la sera, i suoi resti furono trasportati nella chiesa di San Giovanni Decollato, mentre la testa fu consegnata ad un gentiluomo campano per essere esposta in una città del Regno di Napoli.

 

 

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