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SORA – “NON C’E’ PACE PER GILBERTA. UN DRAPPO ROSSO AL BALCONE, PER NON DIMENTICARE”

Da Martina Sperduti – Responsabile Nazionale Suav del Dipartimento Tutela Vittime di Fratelli d’Italia-AN – riceviamo e pubblichiamo:

Non c’è pace per Gilberta.

Il mostro di Broccostella che ha ucciso la donna oltre ad essere rinviato a giudizio per omicidio sarà sottoposto a perizia psichiatrica.
Ciò significa che sarà considerato incapace di intendere e volere al momento dell’omicidio, la pena potrà essere notevolmente ridotta, e al carcere potrà sostituirsi una misura più blanda, “curativa”, che di fatto svilisce l’effetto e lo spirito anche punitivo che una pena deve avere.
Purtroppo sono sempre più i casi di imputati di gravi reati di violenza che si trinceranno dietro queste scappatoie che, pur nulla togliendo alla umiltà di una pena alternativa per chi realmente è affetto da malattia mentale, rappresentano metodi alternativi alla pena tradizionale di cui fruiscono anche soggetti che non ne hanno diritto.
Da anni chiedo l’aggravante per questo tipo di brutali femminicidi. Un aggravante nel codice, Ergastolo sempre. Ci vuole l’ergastolo per chi uccide una donna. E’ una pena fortissima, ne sono a conoscenza, ma dobbiamo tutelare le donne nella loro libertà di autodeterminazione: i femminicidi vengono consumati perchè gli uomini non sopportano questa libertà e allora incidono ogni giorno cercando di limitarla o eliminarla levando pezzettini di vita.
Pertanto dobbiamo prevedere delle fortissime sanzioni: se questa è un’emergenza dobbiamo combatterla come tale.
Sto lavorando su una proposta di legge ad hoc, insieme al Dipartimento Tutela Vittime di fratelli d’Italia-AN. Basta parole. Servono fatti concreti. Non vogliamo più una giustizia che rischia ancora una volta di non essere giustizia.
Con il risultato di oggi, con l’ammissione della perizia psichiatrica da parte dei giudici della Corte d’appello, lo Stato è venuto meno all’obbligo di garantire la sicurezza e la libertà di circolazione dei propri cittadini mettendo a repentaglio la vita di ogni donna dal momento conosciamo tutti come Gilberta è stata uccisa.
Concludo lanciando un appello a tutta la comunità di Sora per mostrare, simbolicamente, vicinanza alla famiglia di Gilberta Palleschi. Mettiamo tutti un drappo rosso sul nostro balcone. Rosso come il sangue, quel sangue oggi tradito dalla giustizia italiana. Quel sangue che la comunità di Sora non ha dimenticato e mai potrà dimenticare.

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