CULTURA E INTRATTENIMENTO

RODIN, EVA E LA MODELLA CIOCIARA

Dal Prof.Michele Santulli, riceviamo e pubblichiamo:

Quest’anno 2017 ricorre il centenario della morte di Auguste Rodin, il massimo scultore dell’Otto-Novecento europeo, di cui certe opere sono letteralmente divenute delle icone dell’arte occidentale come lo sono, tanto per citare un esempio, la Gioconda o i Coniuigi Arnolfini o la ragazza con la perla all’orecchio: alludo al Pensatore, al Bacio, a Iris, alla Donna Accovacciata, San Giov. Battista, la Porta dell’Inferno, a Balzac ma l’icona più celebre e famosa è Eva, su cui a partire dal poeta Rilke, si sono scritte migliaia di pagine e di interpretazioni.

Ormai sulla via di un successo internazionale, Rodin nei primi anni del 1880, dopo aver realizzato o  in fase di realizzazione, la maggior parte delle sue opere più conosciute, inizia a modellare la creta della sua Eva in grandezza naturale. Il lavoro prosegue normalmente, la modella nuda davanti a lui sfolgorante nella sua giovinezza e nel suo corpo ’felino come una morbida pantera’, posa sulla pedana davanti all’artista e agli assistenti che lo seguono: ormai siamo in  estate,  la temperatura è dolce.  Lo scultore artista conosce bene la modella da almeno quattro anni, ha posato per opere che da sole rappresentano l’eternità. L’opera è a buon punto e volge alla conclusione epperò ad un certo punto Rodin inizia a dar segni di disagio e anche di disappunto in quanto si avvede man mano venir meno quella simbiosi e corrispondenza perfetta tra l’argilla sotto le sue mani e il corpo della modella: era come se un genio burlone si divertisse a disfare la notte quanto si faceva il giorno. Per farla breve: la modella era incinta! Rodin, dapprima contrariato, subito dopo invece gratificato, come se favorito dal destino: abbandonò la famosa ‘Grande Eva’ incompiuta in un angolo dello studio e proseguì coi suoi tanti lavori in esecuzione tra i quali altri esemplari di Eva ma in  dimensioni minori.

Rodin stesso e il biografo nulla hanno lasciato sulla identità della modella dell’Eva Incompiuta. Naturalmente in ambiti artistici e letterari parigini e perfino anche a Londra, la storia del fatto dell’enflure de ventre suscitò molti commenti e anche risate e da cento anni anche la critica e la ricerca e i cataloghi di vendita ogni qualvolta si parla o si incontra qualche  ’Eva Incompiuta’ tutti a ripetere la storiella della modella incinta, ecc. L‘artista stesso ci tenne a ricordare l’episodio, ma non il nome della modella, quando, oltre trenta anni dopo, prese a narrare la propria storia e vicende al suo biografo. In effetti è stato scoperto recentemente che la modella ebbe la relazione amorosa con un discepolo di Rodin, un giovane artista scozzese di nobile lignaggio, il quale sposò la sua modella, la condusse nella sua splendida magione che possiamo ben immaginare persa nel verde della Contea di Perth in Iscozia, dove effettivamente esiste tutt’ora, e la povera modella ciociara divenne la moglie di un ‘Sir’! E nell’aprile del 1885 mise al mondo  Mary Violet.

Ma il fatto è di ben altra natura: fino ad oggi, e primo il Museo Rodin medesimo, tutti continuano a scrivere e a tramandare altre vicende: che la modella dell’Eva fu una ragazza di nome Adele, altri parlano di un’altra di nome Carmen, altri di Anna sorella di Adele: questo perché il Museo Rodin non si è mai occupato scientificamente della pagina rappresentata dai modelli dell’artista che pur sono un capitolo fondamentale nella sua opera, a mio avviso il capitolo fondamentale. Inoltre i modelli più importanti per lui e per la sua opera erano in gran parte italiani e più esattamente ciociari e, magia, tutti originari di un medesimo paesello della Valcomino, territorio tra Sora e Cassino, una volta Alta Terra di Lavoro, nel Regno di  Napoli. Da ricerche effettuate in questi ultimi anni e in parte recepite nel libro ”MODELLE E MODELLI CIOCIARI a Roma, Parigi e Londra 1800-1900”  si è scoperto che Adele di cui si parla, negli anni dell’Eva aveva 6-7 anni, Anna 8-9 e Carmen non era neppure nata, quindi non avrebbero potuto  posare per la celebre Eva Incompiuta!  Adele poserà dieci anni più tardi con la sorella Anna, entrambe anche loro originarie della Valcomino, per altre opere memorabili dell’artista. La modella invece dell’Eva ‘dal corpo flessuoso come una pantera’, uno splendido esemplare di bellezza mediterranea ben corrispondente alle aspettative e agli ideali estetici di Rodin, si chiamava Maria Antonia Amelia Apruzzese, nei suoi documenti personali si firmava: Bruzzese, anche lei ciociara della Valcomino e presentata all’artista certamente nel 1880 da quell’altro modello pure della Valcomino che aveva dato corpo e sembiante e anima al San Giovanni Battista, all’Uomo che cammina, al Conte Ugolino e sicuramente al Bacio, al Pensatore… nonché ad un’opera fondamentale di Matisse.

L’apparizione di Maria Antonia Amelia rappresenta una piccola allo stesso tempo significativa rivoluzione nell’ambito della periodizzazione delle opere dell’artista: ora sappiamo anche per certo chi è stata la modella della prima  versione della Donna Accovacciata, chi ha dato effettivamente il proprio corpo al famoso ‘Torso d’Adele’ che ora deve chiamarsi ‘Torso di Maria’, chi ha posato per la prima  versione del Bacio e per la Grande Eva o Eva Incompiuta e chissà per cosa  ancora e, ancora, l’anno esatto di creazione della Grande Eva.

E’ auspicabile che il Museo Rodin di Parigi, cento anni sono trascorsi, si avveda finalmente, dovutamente e doverosamente, di tale pagina scritta con caratteri indelebili dai modelli ciociari dell’artista, i suoi modelli più amati.

 

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