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SORA – IL MESSAGGIO DEL SINDACO PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA

Cari concittadini,

oggi come ogni anno ricorre alla memoria Il referendum del 2 giugno 1946, uno dei momenti fondativi più attesi dagli italiani grazia al quale la nostra nazione è risorta, recuperando unità culturale e qualità di vita che sembravano perduti per sempre.

Durante la seconda guerra mondiale e sotto il regime fascista l’Italia ha subito una forte compressione dei diritti civili e politici, anni di arretramento economico ed un inesorabile sgretolamento dell’unità nazionale.

Ma l’Italia e gli italiani hanno avuto il coraggio di ripartire e di ricostruire le istituzioni, pur in una situazione di grande contrapposizione ideologica e tensione.

Il Referendum fu un atto storico di portata rivoluzionaria: in quella data, con il primo voto a suffragio universale e le prime elezioni politiche a cui presero parte le donne, la politica intesa quale servizio civile contribuì a superare divisioni e sanare rancori, vincere la sfiducia e a far ripartire la nazione.

Lo storico referendum sancì la nuova forma di stato, la Repubblica, ma anche le prime libere elezioni dal 1924, le elezioni per l’Assemblea costituente, che nel 1948 consegnò la nuova Costituzione, la carta che restituiva i diritti e doveri sottratti agli italiani.

In questi giorni di grave crisi istituzionale, sento come Sindaco il dovere di ricordare l’importanza ed il ruolo della politica, che non deve mai abdicare al suo ruolo di collante e garante delle varie anime e sensibilità della società.

La politica e coloro che sono investiti di un mandato devono andare oltre le scadenze elettorali, abbandonando le operazioni di piccolo cabotaggio, ostruzionismo e paralisi; altresì non si devono coltivare odi e rancori che nessun beneficio portano alla risoluzione delle problematiche che si fanno più complesse in un mondo attraversato da profondi mutamenti.

Solo uniti e responsabili, con una sana e trasparente dialettica, potremmo vincere la sfiducia e l’indifferenza, sintomi di un malessere del corpo elettorale che mina il sistema faticosamente ricostruito dopo la seconda guerra mondiale.

Buona festa della Repubblica

W la Repubblica w l’Italia

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