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SORA, L’OPPOSIZIONE ATTACCA, IULA RISPONDE

Duro botta e risposta tra i consiglieri comunali di minoranza (Ascione, Baratta, De Donatis, Farina, Petricca e Pontone Gravaldi) ed il presidente del Consiglio comunale di Sora, Giacomo Iula. Tema dello scontro, l’ormai nota questione del Consiglio Comunale dello scorso 3 dicembre, interrotto, secondo l’opposizione ingiustamente, prima di poter affrontare argomenti delicati come quello dell’assegnazione degli alloggi Erp e dell’assunzione di cinque nuovi vigili. Ancora una volta, scrivono i consiglieri in seguito alla Conferenza dei Capigruppo, Iula non ha dato ascolto alle loro richieste, negando ogni dibattito e “scrivendo la pagina più vergognosa della storia del Consiglio Comunale di Sora”.

La risposta del presidente Iula non si è fatta attendere ed è arrivata per mezzo del suo profilo personale di Facebook. Nella sua replica, il presidente del Consiglio difende coin vigore il proprio operato, prendendo le distanze da quella che, in tema di ‘Oscar’, definisce una ‘Grande Speculazione’. Ad ultimo, ecco il suo monito, affinchè “la Sala Consiliare e il Consiglio Comunale non diventino mai il set di uno squallido film la cui trama è quella di gettare fuoco su un diffuso disagio sociale provocando ed inasprendo un’inutile quanto pericolosa guerra fra poveri”.

Qui di seguito pubblichiamo i due comunicati, partendo da quello dell’opposizione.

Abbiamo espresso a più riprese tutto il nostro sdegno per la violazione di ogni principio democratico avvenuta il 3 dicembre 2013, quando la maggioranza decise di ricorrere all’art.73 del Regolamento del Consiglio Comunale per votare la pregiudiziale contro la discussione proposta dall’opposizione sull’assegnazione delle case popolari in deroga dalla graduatoria deliberate dalla Giunta e sulle modalità di assunzione dei 5 vigili per un anno. Quella discussione che noi ritenevamo fosse di interesse per la collettività fu impedita con una pregiudiziale votata dalla maggioranza e avallata dal Presidente del Consiglio che senza alcun rispetto di un ruolo istituzionale, che dovrebbe essere super partes, decise di metterla ai voti senza ammettere come in suo potere la discussione.

Oggi quella che noi riteniamo essere una sconfitta della democrazia ha vissuto un nuovo episodio che abbiamo il dovere di portare all’attenzione della città. Su consiglio istituzionale, che abbiamo recepito, abbiamo dato un’ennesima prova di fiducia nella possibilità di ravvedimento del Presidente del Consiglio Comunale, chiedendo una nuova convocazione del Consiglio Comunale con all’ordine del giorno la discussione degli stessi punti che furono impediti con il voto pregiudiziale del 3 dicembre.

Alla Conferenza dei Capigruppo, commissione nella quale si discute sull’organizzazione dei lavori del Consiglio, abbiamo trovato alzato da parte del Presidente Iula un vero e proprio muro di gomma. Egli ci ha spiegato che la nostra interpretazione del famigerato articolo 73 data il 3 dicembre era errata: a suo dire se la maggioranza chiede di votare la pregiudiziale, Il Presidente sarebbe costretto a metterla ai voti e pertanto ad evitare la discussione in aula. Nuovo colpo di scena pertanto: peccato che nessuno della maggioranza, né lo stesso Presidente ci abbia  contraddetto il 3 dicembre (basta leggere i verbali della seduta che sono chiari come il sole). Oggi il Presidente Iula dice che la discussione deve essere demandata alla commissione, che nel chiuso del palazzo dovrebbe essere la sede della discussione che non è stato possibile svolgere in aula in modo chiaro e trasparente come impongono le regole democratiche ed istituzionali.

Ora aldilà dell’importanza degli argomenti, che comunque approfondiremo in ogni sede, per garantire il nostro diritto/dovere di tutela e controllo dell’azione amministrativa, riteniamo importante denunciare alla città un fatto divenuto inoppugnabile:  il Presidente del Consiglio Comunale Iula è venuto meno al proprio ruolo istituzionale di garanzia al di sopra delle parti con conseguenze estremamente dannose per l’istituzione democratica del Consiglio Comunale. Mai era accaduto che la maggioranza di un’Assise mettesse ai voti addirittura la possibilità di discutere in modo trasparente delle problematiche avanzate dalla minoranza. Mai era accaduto che un Presidente del Consiglio Comunale avallasse questa scelta senza prendersi la propria responsabilità, che la legge espressamente prevede, scrivendo la pagina più vergognosa della storia del Consiglio Comunale di Sora. Molti secoli fa Ponzio Pilato fece la stessa cosa se ne lavò le mani.

Questa la risposta di Giacomo Iula:

“La Grande Speculazione” (… politico elettorale … sullo stato di bisogno e sulle difficoltà reali e concrete di tanti cittadini sorani). E’ il titolo del film che non consentirò mai di mandare in onda nella nostra Sala Consiliare.

Il mio agire istituzionale è stato ispirato e si ispirerà sempre al rispetto assoluto delle prerogative dell’Assemblea intesa nella sua unità, dei consiglieri comunali nella loro individualità e nel loro essere parte di una componente di maggioranza e di minoranza; così come non posso non ribadire che, fino a prova contraria, la volontà dell’assise si forma e si manifesta attraverso la regola elementare della maggioranza numerica dei consiglieri comunali, che il Presidente del Consiglio Comunale è “obbligato” a rispettare, a meno che non si trovi di fronte ad una palese ed accertata illegittimità della medesima.

Per quanto riguarda il caso concreto su cui continuano a cimentarsi i consiglieri comunali di minoranza, chiamando in causa la Presidenza del Consiglio Comunale con accuse tanto infamanti e mediaticamente ad effetto, quanto false ed inconsistenti, voglio ribadire all’intera città che in più occasioni, il Sindaco e gli uffici competenti hanno risposto alle domande e ai dubbi dei consiglieri medesimi; che i consiglieri comunali in questione debbano assumersi la responsabilità di dire con chiarezza nelle sedi opportune se si sono ravvisate violazioni di leggi; che anche il sottoscritto, insieme al Sindaco, si è confrontato con i massimi livelli istituzionali rappresentativi del Governo nella nostra provincia, recependone interessanti consigli operativi; che vi è la mia più totale disponibilità, in uno a quella del Sindaco e dell’intera Amministrazione, a confrontarsi in tutte le sedi legittime ed opportune (e ribadisco tutte) per chiarire dubbi e perplessità ancora in essere.

Ad una condizione, ribadisco, però: che la Sala Consiliare e il Consiglio Comunale non diventino mai il set di uno squallido film la cui trama è quella di gettare fuoco su un diffuso disagio sociale provocando ed inasprendo un’inutile quanto pericolosa “guerra fra poveri”.

Sandra Raggi

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