IL CAMEO, ARTE E TRADIZIONE

SORA – MARCELLO LUCARELLI MAESTRO DELL’INTAGLIO

di Stefano Di Palma

Marcello Lucarelli (1918-1983) è tra i nomi più illustri in seno a quella speciale tradizione, costituita dall’arte dell’incisione del legno, che ha trovato un fervido sviluppo nella città di Sora. Essenzialmente autodidatta (anche se fu apprendista nella bottega di Rocco Paniccia, dove entrò in contatto con il maestro dell’intaglio Nicola Minunno, per poi passare alla bottega dell’ebanista Francesco De Ciantis), Marcello Lucarelli progredì costantemente la sua tecnica e il suo stile.

La prima opera accreditata di Lucarelli risale al 1949. Nell’arco della sua carriera partecipò a diverse e importanti manifestazioni artistiche nazionali come il Concorso Nazionale di giovani artisti  – Galleria Nazionale di Arte Moderna – (Roma 1954), la Collettiva dell’Accademia dei Lincei (1955) e l’VIII Quadriennale di Roma (1959-1960); sono numerosi anche i riconoscimenti conseguiti come il Premio Nazionale di Scultura (Pisa 1957) e la Medaglia d’Oro della Presidenza della Camera dei Deputati (Alatri 1959).

Al catalogo dell’artista sorano si riconducono anche importanti commissioni di opere destinate a personaggi di spicco. Nel 1960 la Presidenza Interdiocesana dell’Unione Uomini di Azione Cattolica gli commissionò un busto in legno raffigurante il cardinale Cesare Baronio che fu donato a papa Giovanni XXIII; nel 1974, in occasione del settimo Centenario della morte di san Tommaso d’Aquino, su commissione della diocesi, eseguì un medaglione ligneo con il ritratto del Dottore Angelico che fu donato a papa Paolo VI nell’udienza del 2 gennaio 1974 in occasione dell’apertura dell’Anno Tomistico.

In quel periodo egli realizzò anche una statua della Madonna di Canneto commissionatagli dal noto attore americano Raymond Burr, conosciuto dal grande pubblico per le interpretazioni dell’avvocato Perry Mason, che aveva sposato una donna originaria di Settefrati (L. GULIA, 1990).

Più in generale la produzione di Lucarelli è ancorata alla restituzione e rielaborazione di immagini tratte dalla sua realtà di appartenenza; tra i temi che egli focalizza a più riprese nel corso della sua attività spicca l’indagine sull’universo femminile condotta con particolare perizia tecnica, passione umana e pronunciata sensibilità. Le riflessioni dello scultore sull’argomento sono evidenti in tante sue opere a soggetto sacro e profano e sono state approfondite anche attraverso disegni e pitture come ci ha rivelato la Mostra Antologica del 2009 “Marcello Lucarelli madri di …Terra”. Si menzionano, a titolo di esempio, opere come Donna con canestro (1955), Madonna con Bambino (1967), Donna seduta (1969), Portatrice d’acqua (1977) nonché l’intima ed emozionante Adolescenza (1979).

Profondo conoscitore delle possibilità insite nella materia, Lucarelli padroneggia con grande maestria, a seconda delle esigenze illustrative, le varie specie legnose come l’acero, l’ulivo, il bosso. Dalle personali soluzioni stilistiche maturate nel tempo si scorgono i suoi riferimenti di partenza.  Lucarelli è stato evidentemente conoscitore attento dei grandi maestri del Novecento nonché dei suoi principali movimenti, visto che certe sue opere mostrano reminiscenze dei modi di Brancusi o di Modigliani oppure riecheggiano, circonstanziatamente, la scomposizione dei piani cubista e certi aspetti del linguaggio futurista.

Occorre ribadire che si tratta principalmente di ispirazioni raccolte, trattenute e poi restituite nel segno di una personalissima visione sintetica e che specialmente in alcune opere mirano alla ricerca di un assoluto.

Tante delle caratteristiche citate si riscontrano nella produzione di sculture e rilievi ispirati ad un specifico sostrato sociale che, specialmente negli anni in cui visse Lucarelli, ha avuto un grande spazio, ovvero quello inerente alla città di Sora nel suo ruolo di polo di attrazione commerciale. Opere come Venditrici, Donne al mercato, Mercato in città sono intrise di simili implicazioni e la onnipresente figura chiave della donna/ciociara ne risulta la privilegiata protagonista che Lucarelli sceglie per illustrare i contenuti che gli stanno più a cuore, ossia la sua lettura della realtà.

Tra gli ultimi lavori risulta particolarmente interessante la decorazione dell’ambone della chiesa di San Rocco in Sora; si tratta di un’opera del 1980, dove il santo è evidenziato da Lucarelli per la sua principale dote taumaturgica, ossia come soccorritore dei malati di peste (L. LOFFREDO, 1985).

 

 

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