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SORA – PROGETTO CITTA’ PRESENTA ‘GRAFFIANDO IL MITO’

Riceviamo  pubblichiamo:

L’Associazione “Progetto Città” di Sora presenta Sabato 22 Aprile 2017, ore 18, presso la Sala Simoncelli, Museo Civico, piazza Mayer Ross, il Libro “GRAFFIANDO IL MITO” di Alfonso Cardamone, fresco di stampa per i tipi dell’ Editore Pellegrini.

Ne discuteranno, alla presenza dell’ Autore:

Marcello CARLINO e Bruno LA PIETRA

Il libro costituisce il provvisorio approdo di una ricerca sul Mito (soprattutto, ma non solo, greco), che parte da lontano e che si  articola nel tempo, passando attraverso le opere L’ULTIMO DEI REAMI (1995, sul rapporto mito-rito-epos-fiaba); SUI CONFINI -rilettura di Edipo (2001); IN TRACCIA DI LUNA – mitologie lunari tra oralità e scrittura (2006); SUPPLICI E AMAZZONI  -da Eschilo a Diodoro Siculo (2008).

Questo nuovo lavoro di Alfonso Cardamone non si limita a scandagliare le narrazioni mitologiche collocate sul confine tra letteratura orale e letteratura scritta, cogliendone sovrapposizioni, distorsioni, cancellazioni, falsificazioni, ma anche sopravvivenze e magari, a volte, addirittura paradossali nostalgie, capaci di aprire ai nostri occhi squarci preziosi su mondi che la storia –e la storia dei Poteri soprattutto- riteneva di avere definitivamente sostituito e superato. L’opera di smascheramento delle mistificazioni che i Poteri hanno sempre affidato alla narrazione mitologica tocca anche l’età medievale e si conclude con la celebrazione della grande magia eversiva di Jorge Luis Borges.

“Graffiando il mito” è un libro che fa i conti con la nostra “civiltà” europea.

Attraverso una lettura criticamente ponderata dei miti, dalle origini delle “civiltà” letterate (sui confini dell’oralità), passando attraverso le narrazioni della Grecia antica, fino a quelle dell’Europa medievale, e oltre, incrociando letteratura, antropologia e storia, vengono portate alla luce verità sottaciute, distorsioni volute, omissioni e depistaggi.

Insomma, tutto l’armamentario di persuasione messo in atto dal Potere e dai Poteri nel corso della storia. E quindi le radici di tanti nostri “vizi”, duri a morire, “manchevolezze”, “discriminazioni” e “pregiudizi”: soprattutto le origini mitologiche della misoginia occidentale che, per quanto meno vistosa e greve di altre, è altrettanto disdicevole e tenace.

Il tutto, naturalmente, rappresentato senza trascurare il fascino ineffabile che è proprio della narrazione mitologica.

Per i suddetti motivi, nel presentare il libro, si ritiene importante riproporre di seguito le parole di Marcello Carlino, tratte dalla sua “Prefazione” al testo e riprodotte nella quarta di copertina:

Cardamone bussa alla porta dei confini estremi della storia – oltre i quali, a monte, pesa l’interdetto – per delineare, a valle, una ipotesi di storia a venire verso cui orientare le coscienze e riattivare l’energia propositiva di un pensiero utopico fatto di fantasia e di ragione; e questa ipotesi non abbisogna di esplicitazioni, di enunciazioni di dettaglio, trovandosi illuminata nei suoi presupposti dagli atti di interpretazione conseguenti a quel bussare, a quell’estrarre allegorico, a quell’arrischiare letture del senso delle origini, al di qua della storia che è usualmente scritta e tràdita dalla penna del potere, come non possiamo non sapere oramai”. (di Alfonso Cardamone – Pellegrini Editore 2017)

 

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