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GIUBILEO – TRE PELLEGRINI CIOCIARI A PIEDI DA SIENA A ROMA

Riceviamo e pubblichiamo:

Strangolagalli – Trecento chilometri da Siena a Roma per un cammino di fede e non solo. Sono arrivati sabato pomeriggio in una affollata piazza S. Pietro al Vaticano (Giubileo delle Forze Armate e Forze dell’Ordine) i tre pellegrini ciociari Enzo Cinelli, Franco Baldassarre ed Enzo Petrocchi, partiti venerdì 22 aprile a piedi da Siena, seguendo il percorso, più o meno ufficiale, della Francigena che da Canterbury (Inghilterra) lungo oltre 2000 km sin dal Medioevo ha portato milioni di pellegrini alla tomba di S. Pietro.

A far compagnia a questi amici, esperti montanari, nelle prime quattro tappe sino ad Acquapendente (oltre 110 km insieme) anche Antonio L., Massimo G. e Franco D.B. Un lento cammino, con condizioni meteo non proprio ideali: pioggia, freddo, vento e una spruzzata di neve a Radicofani hanno scandito le lunghe ore di cammino, zaino in spalla e credenziale in tasca, con l’inseparabile bordone del pellegrino a far da sostegno, sulle differenti altimetrie del percorso, passando dai 70 alle due cime sui monti Cimini di quasi 1000 metri s.l.m. Un cammino che ha rafforzato l’amicizia, smussando le spigolature di ognuno dei partecipanti, nel vero spirito del pellegrinaggio, sinonimo anche della vita terrena di ognuno. L’occasione ideale per visitare luoghi unici di un’Italia che merita di essere amata senza se e senza ma, ma anche curata e valorizzata, condividendo il giaciglio notturno nelle ampie camerate per pellegrini e la frugale cena conviviale in qualche ostello.

Lungo il tracciato non sono mancati piacevoli incontri con “ciociari residenti altrove” dal simpaticissimo padre Loreto a Giancarlo Santia, un cicerone insuperabile in quel di Viterbo, o con altri viandanti 2.0 e pellegrini italiani e straniere, in viaggio sia a piedi che in MTB supertecnologiche. Un mondo variegato quello del cammino che sta prendendo piede anche in Italia, non a livello del “Cammino di Santiago” che resta anche per la differente strutturazione dei percorsi e del numero di pellegrini e viandanti, il primo cammino culturale d’Europa.  I prezzi sono abbordabili, si spende circa 30-40 euro al giorno, tanti sono gli ostelli donativi a Siena, Ponte d’Arbia, S. Quirico d’Orcia, Radicofani, Acquapendente, Montefiascone, Viterbo, Sutri, Formello, Roma e molti ristoratori si stanno attrezzando con i “menù del pellegrino”, con piatti e vini tipici del territorio.

Al termine del cammino commossi ma soddisfatti foto ricordo e dopo aver ritirato i Testimonium del Pellegrino e del Giubileo, in treno si è fatto rientro nelle proprie case. “Nel maggio 2015, anche per ricordare i miei primi 50 anni mi sono messo in cammino a piedi da Porto a Santiago de Compostela. – sottolinea il pellegrino dai lacci giallo blu Enzo Cinelli – Circa 260 km in dieci tappe ed arrivato davanti la tomba di S. Giacomo Maggiore apostolo, (la madre S. Maria Salome è sepolta a Veroli) una Promessa “primavera 2016 avrei percorso un tratto della Francigena”. In questi mesi, anche gli amici di tante escursioni sulle montagne ciociare Franco ed Enzo si sono aggregati e ne sono stato estremamente felice. Il cammino è servito anche per constatare le differenti realtà organizzative, logistiche dei cammini in Italia – prosegue il poliziotto per scelta di vita e custode per una “felice coincidenza” al punto 113 della via Francigena del Sud, sulla tappa Veroli-Ceprano – C’è molto da lavorare tra Enti, Chiesa, associazioni ed imprenditori per ottimizzare i vari percorsi, troppe le varianti e non sempre ben segnalate per  l’uso pedonale e ciclabile. Ma, principalmente, il pellegrino deve essere messo in condizione di camminare in piena sicurezza. Sono troppi i tratti in cui si cammina, senza alcuna protezione sui cigli stradali, pieni di rovi, sterpaglie ed arbusti di provinciali e finanche sulla Cassia. Altrettanto funzionale è la presenza di numerosi volontari di tante associazioni che si impegnano per tenere puliti i sentieri e tratturi, fornendo utili informazioni ai pellegrini. Crediamoci tutti insieme, anche per far crescere il cammino religioso, culturale ed artistico di questa nostra Italia, poco conosciuta con i suoi oltre ottomila borghi e campanili. – conclude con una promessa il solare pellegrino – Entro il 2020, sarò in cammino a piedi in Terrasanta e Gerusalemme”. Buon cammino a tutti.

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