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ALBERTO LA ROCCA: ‘SORA E ISOLA? UN UNICO COMUNE E…UN’UNICA SQUADRA!’

Una provocazione, quella di Alberto La Rocca, che certamente farà discutere, ma che, allo stesso tempo, è utile per tornare a parlare di unione tra i territori di Sora e Isola del Liri. L’ambizioso progetto intercomunale, secondo La Rocca, può realizzarsi anche in ambito sportivo, attraverso la fusione tra le due realtà calcistiche che, quest’anno, militano nello stesso campionato. Lo sport, insomma, come aperitivo prima del piatto forte. Il presidente di Sora in Movimento dichiara che sana competizione e fair play sono stati gli ingredienti principali del derby: soddisfazione per l’atteggiamento dei tifosi isolani, allora, ma anche per quello dei sorani rimasti a casa per l’incontro a porte chiuse; tutto è andato per il meglio e nessuno ha assistito a risse, tafferugli o scontri anche verbali tra i presenti.

“Ed allora perchè – scrive in una nota La Rocca – non pensiamo ad un’unica squadra? Unendo le risorse, sia in termini economici che di impegno, si potrebbe dare vita ad una solida realtà sportiva in grado di competere con le più prestigiose società della regione ed anche oltre, con un’unica grande curva, compatta e numerosa. Un’idea ambiziosa ma realizzabile grazie alla volontà di tutti ma soprattutto della gente comune, dei tifosi che sono l’anima ed il motore di ogni grande squadra. Immagino una sola realtà sportiva, con nuovo nome e una nuova maglia, che possa giocare in un nuovo stadio, moderno, accogliente, dotato di aree di sosta, dove le famiglie possano recarsi alla domenica ma anche, magari, per concerti e manifestazioni, proprio come avviene nella grandi città”. 

Insomma, La Rocca lancia una nuova sfida agli amministratori, che non possono rimanere sordi dinanzi a queste sollecitazioni:

“I tempi sono cambiati: bisogna fare un passo in avanti e guardare al domani, avendo nel cuore l’interesse non più del proprio comune ma del territorio in cui viviamo. Con un piano urbanistico intercomunale e governando il proprio territorio con una logica intercomunale, sarebbe possibile abbattere le barriere urbanistiche tra i Comuni limitrofi che oggi sono in affanno e che possono farcela solo con la massima collaborazione. Con politiche che dimostrino l’effettivo coordinamento dei servizi a livello locale, si anticipa la scure dello Stato la cui parola d’ordine, oggi, è tagliare. Si tratta, insomma, di fare nascere anche urbanisticamente delle città diffuse sul territorio. Dal punto di vista operativo, suggerisco di dare inizio ad un’attività di consultazione con i Comuni – conclude La Rocca – ed allo stesso tempo di coinvolgere gli enti sovracomunali che devono impiegare le risorse necessarie per il coordinamento delle attività tra i Comuni interessati”.

La Rocca richiama l’attenzione così anche sul progetto della città intercomunale, interessante idea concepita oltre vent’anni fa dal senatore Bruno Magliocchetti e su cui è intervenuto anche di recente il Consigliere Comunale Celso Costantini, con tutti i benefici sia in termini di servizi al cittadino che di risparmio economico che potrebbero derivare dall’ unione di più comuni, sottolineando come nel momento di particolare congiuntura politico-economica possa rivelarsi la carta vincente, l’arma in grado di contrastare le difficoltà derivanti dalle scarse risorse a disposizione degli enti.

“Basti pensare al Nord – ricorda La Rocca – dove le città intercomunali godono di ottima salute, dove i servizi sono efficienti, le infrastrutture moderne, l’assistenza sociale funziona davvero, sostenendo in concreto le fasce deboli. Tutto questo per i piccoli comuni è utopia. Ci vuole una visione più ampia e maggior senso di responsabilità il che consentirebbe anche di rafforzare la rappresentatività del territorio troppo spesso dimenticato o bistrattato ai “piani alti”.

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