Tra sorrisi, grandi emozioni e “ti ricordi di…?”, i ragazzi
della Terza B della scuola media “Mario Equicola” si sono riuniti
dopo ben 25 anni per una memorabile cena al ristorante Agria di
Alvito. Così, alcune sere fa, a pochi giorni dagli esami di terza
media dei giovani alunni di oggi, con lo sfondo immancabile dei
ricordi di fine anni ’90, la rimpatriata ha visto gli ex compagni di
scuola impegnati nella propria vita, ma per un attimo sono stati
esattamente gli stessi tredicenni di allora, con la stessa complicità
e voglia di ridere. A raccontarlo è stato proprio uno degli studenti.
Michele Di Lollo. “Venticinque anni dopo l’ultima campanella. Ci sono
persone che non vedi da almeno 25 anni e che, appena le incontri,
cancellano il tempo con una risata. Alle scuole medie non si è ancora
diventati nessuno. Non si è il professionista, il dirigente, il
disoccupato, il padre di famiglia, il divorziato, l’imprenditore. Si è
semplicemente Antonella, Michele, Marco, Francesco, Rocco, Emanuele,
Pierluigi, Marcolino, Gianluca. Si è quello che prendeva sempre ottimo
in matematica, quello che dimenticava il diario, quella che rideva
durante l’interrogazione e quello che veniva puntualmente mandato
fuori dalla classe. Venticinque anni sono una distanza enorme. E’ il
tempo necessario per costruire una vita intera. Ci sono stati
matrimoni, figli, traslochi, successi, fallimenti. E, purtroppo, anche
chi se ne è andato via troppo presto. Rocchina avrebbe, di sicuro,
organizzato la serata, si sarebbe divertita. Tanto. Ma era comunque lì
con noi che non l’abbiamo mai dimenticata. Qualcuno è rimasto a pochi
chilometri dalla scuola dove tutto è cominciato. Qualcun altro è
andato via, lontano, inseguendo un lavoro, un amore o semplicemente la
curiosità di vedere oltre il confine delle proprie abitudini. La
tavolata è lunga. I bicchieri brindano. L’imbarazzo dei primi 5 minuti
è inevitabile e persino necessario. POi qualcuno tira fuori un
episodio dimenticato. Una figuraccia memorabile. Una nota sul
registro. Un bacio rubato. Una gita scolastica. Ed è lì che accade il
miracolo. Le risate arrivano come una valanga. Guardandosi intorno si
scopre che ognuno ha preso la propria strada. C’è chi è rimasto e chi
è partito. Chi ha realizzato il sogno che raccontava a 13 anni e chi
ne ha trovato uno completamente diverso. Ma per qualche ora queste
differenze smettono di contare. Alla fine della serata arrivano foto.
Quelle nuove, scattate con telefoni che allora sembravano
fantascienza. E quelle vecchie. scolorite, conservate in qualche
cassetto. Ed è subito ‘noi della 3B”.
