Alcune considerazioni sulle ultime vicende amministrative in paese. Le facciamo da osservatori dopo aver ospitato le impressioni di tutti i soggetti interessati. Tranne uno.
Alla fine l’ha spuntata Sara Petrucci. Se da una parte la maggioranza che guidava si è fortemente indebolita, dall’altra però la sua posizione e quella del gruppo di fedelissimi si è rafforzata, al punto tale che ora in giunta conta tre componenti su cinque.
In un modo o nell’altro la sorella d’Italia ha eliminato dallo scenario governativo i suoi avversari che formando un gruppo diverso da quello che ha vinto le comunali le hanno servito un assist eccezionale. Alla Petrucci bastava solo spingere un po’ sul sindaco Luigi Germani che di fatto messo alle strette ha dovuto accontentarla togliendo una pietra dalla macera. E quando dalla macera togli una pietra il rischio che ne cadano altre è concreto. E così è stato. Ora il muro non sembra tanto solido, ma in effetti non lo era nemmeno prima con le continue fibrillazioni cui era sottoposto. Paradossalmente forse le cose andranno meglio adesso con numeri ristrettissimi, anche se ognuno dei sette della nuova maggioranza oggi conta parecchio sapendo di essere determinante. Lecito pensare a Bruna Gregori, neo assessora dopo il salto della staccionata. I precedenti non sono molto rassicuranti. In ogni caso la situazione è questa.
E magari la riassume bene l’ex assessore Vincenzo Colantonio in un post social: Qual è il problema? Alcuni pezzi si ritirano dalla maggioranza e il sindaco cerca pezzi altrove per ricomporla. Non capisco dove sia lo scandalo. Dovrebbe essere così per legge! Le maggioranze dovrebbero formarsi in consiglio comunale sempre…
C’è comunque un’altra linea di pensiero, che ha a che fare non con le capacità amministrative, la disponibilità, gli eventuali risultati, ma con il carattere e di conseguenza con la personalità dei diretti interessati. Ad esempio, quando Alfonso Rosanova ha reclutato e messo in lista Bruna Gregori, che aveva appena fatto cadere Gino Germani, non gli è venuto il dubbio della fedeltà oppure ha pensato convenientemente a raccogliere solo i suoi voti? E Germani che alla Gregori ne ha dette di tutti i colori ed oggi se la ritrova ancora una volta in giunta? Non ci fa una gran bella figura. Proprio no.
Un altro esempio? Come farà adesso Luana Sofia, quale sarà l’atteggiamento nei confronti della sua amica e collega di partito Sara Petrucci ora che il suo nemico giurato non c’è più?
Certo, sul piano della coerenza la Gregori è ingiustificabile, ma la coerenza non si può invocare solo quando fa comodo. Perché alla fine della giostra sia chi governa che chi non governa non si sottrae alla logica perversa dei personalismi. E ad Arce ce ne sono parecchi. Si chiama gioco delle parti, che è sempre più esasperato.
Ora non resta che assistere all’ultimo scorcio di consiliatura, ovvero se la nuova squadra di governo sarà in grado di portare a casa risultati concreti per il paese e risolvere almeno una parte dei problemi che finora non ha risolto. A cominciare dal personale, passando per i lavori pubblici ed i servizi alla persona, all’ambiente, al decoro ed altro ancora. Ora la scusa non c’è più.
lunic