La riduzione della Tari da parte dell’Amministrazione come il gioco delle tre carte.
Lo sostiene in un post il consigliere comunale Alfonso Rosanova, che aggiunge: Presentata come un grande successo appare in realtà un’iniziativa di illusionismo in cui a rimetterci sono sempre i cittadini di Arce perché leggendo gli atti emergerebbe una realtà dei fatti ben diversa.
E poi il rappresentante dell’opposizione entra nel merito In primo luogo, la determina in questione, ossia il QUINTO D’OBBLIGO, prevede una riduzione contrattuale di soli 399.133 Euro quando la legge consente un riduzione fino quasi 1.100.000 Euro. Perché non si è andati oltre? E, soprattutto, perché la riduzione del PEF è solo del 16%? Facciamo presente che il contratto con la ditta appaltatrice prevede che il costo del conferimento in discarica sia interamente a carico dell’appaltatore: eppure, dal 2021al 2025, il Comune ha pagato circa 300.000 Euro di spese. Per quale motivo? Il contratto servizi e fornitori prevedeva servizi mai erogati e forniture mai consegnate in 5 anni: isole ecologiche, cassonetti intelligenti, spazzatrici da 5.000 litri, campagne di comunicazione, compostiere e sacchi. La ditta utilizza da anni una struttura comunale senza pagare alcun canone di affitto.
Gli interrogativi: E le utenze sono a carico di chi? Sempre dei cittadini? Inoltre il Comune ha speso circa 50.000 Euro per bonificare un’area utilizzata dalla ditta appaltatrice: a quale titolo? Esiste un contratto che ne disciplini l’utilizzo? A nostro avviso, i cittadini rischiano di aver sostenuto un costo complessivo non dovuto di circa 2 milioni di Euro e, dunque, all’atto pratico apparirebbe senza senso parlare di risparmio e riduzione della Tari grazie a una gestione virtuosa che virtuosa non è. La riduzione di circa 180.000 euro deriva dall’applicazione del cosiddetto “quinto d’obbligo”, cioè dalla riduzione di alcune prestazioni previste dal contratto con la ditta che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti.
Quindi Rosanova fa notare: Ed è proprio qui che nasce il vero problema. Il quinto d’obbligo serve a modificare un contratto per il futuro, non a giustificare ciò che è accaduto negli anni passati. Se oggi si afferma che alcuni servizi non venivano svolti e, per questo motivo, si riduce il pagamento alla ditta, dov’era l’Amministrazione negli ultimi cinque anni? Perché quei servizi sono stati pagati fino ad oggi? Sono stati recuperati tutti gli importi dovuti? E’ una questione che merita risposte chiare e documentate. La riduzione della TARI è una buona notizia per tutti ma non appare proporzionata ai disservizi patiti e a quanto pagato in questi 5 anni: per questo motivo, non può trasformarsi in uno slogan elettorale. Cara amministrazione, i cittadini correttamente informati avranno modo di valutare e giudicare!