COMUNE

ARCE – RIFIUTI, SARA PETRUCCI RESPINGE LE ACCUSE

Arriva a stretto giro di social la replica dell’ex vice sindaco di Arce Sara Petrucci sulla questione ‘rifiuti’.

Ecco la sua nota: Non posso accettare lezioni da chi non ha rispettato gli impegni assunti verso i cittadini e, in un momento assai delicato e per coltivare ambizioni personali, ha lasciato il paese nelle mani di una gestione commissariale, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Riguardo alle accuse che mi sono state rivolte, questi signori devono documentare quello che affermano pubblicamente. Atti alla mano, l’appalto del servizio di raccolta dei rifiuti è scaduto ad aprile 2019 ed, a norma di legge, doveva essere la Giunta Simonelli a predisporre per tempo la nuova gara. Non lo ha fatto. Forse Dario Di Palma e Domenico Sugamosto, già assessori della giunta Simonelli, possono spiegare il perché (?). Ad ottobre del 2019, pochi mesi dopo il nostro insediamento, la Giunta, all’unanimità, conferisce incarico all’Ufficio Tecnico di progettare un nuovo sistema di raccolta in grado di portare i rifiuti differenziati dal 47% al 75% (obiettivo fissato dalla legge).

Poi ricorda: Il 16 ottobre del 2020, superata la prima emergenza covid, la Giunta approva il progetto proposto dal professionista incaricato dall’Ufficio Tecnico. Anche questo atto è stato condiviso con gli assessori Gregori e Di Palma che, presenti in giunta, votano il progetto senza proferire parola. L’assessore al Bilancio e ai Tributi era Dario Di Palma ed è a lui che bisogna chiedere conto della gestione della Tari e, soprattutto, perché l’ha sottaciuta all’Amministrazione Germani ed al Consiglio Comunale. La situazione ereditata, con circa 350 mila euro di fatture non pagate alla Saf ed alla Sangalli, Di Palma la conosce molto bene, in quanto era assessore nella Giunta che ha accumulato quel debito.

Quindi la Petrucci assicura: Io non sono preoccupata per le elezioni, ma per quei cittadini che si sono visti ingiustamente recapitare delle bollette più che raddoppiate. E l’incredibile di questa storia è che c’è chi, di fronte ai macroscopici errori, continua in malafede a sostenere che sia tutto regolare. Purtroppo non è così. Abbiamo avuto modo di accertare che ci sono grosse incongruenze nel PEF 2021, tali da giustificare un ricorso in autotutela ed alla Commissione tributaria, alla quale sono stati già notificati i primi ricorsi. Il modulo è messo a disposizione dai nostri professionisti. Invito tutti a valutare seriamente questa istanza e a lasciar perdere coloro che vorrebbero far pagare un conto salato per strumentalizzarlo a livello politico.

Quindi conclude: Ad ogni modo, sarà la Corte dei Conti, alla quale mi rivolgerò per accertare quanto emerso in questi mesi, ad accertare le responsabilità dei debiti e dei PEF di questi anni.


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