Andrea Chietini, consigliere comunale di opposizione, torna a scuotere la maggioranza. E lo fa occupandosi di una vicenda in effetti non molto chiara.
Ecco il post: Leggendo gli atti in pubblicazione all’albo pretorio del Comune di Arpino, ed in particolare la determina n. 373 del 20/06/2025, si apprende con stupore che l’Amministrazione comunale ha recentemente destinato risorse pubbliche per lavori di somma urgenza per “l’adeguamento a persone diversamente abili dei servizi igienici siti nell’edificio adibito a sede museale in Via Corso Tulliano”,
Pur riconoscendo l’importanza e la necessità di garantire servizi accessibili a tutti, ci domandiamo:
– quale è l’effettiva utilità di un intervento simile in una struttura che, allo stato attuale, presenta gravi e diffuse barriere architettoniche (scale esterne di accesso e scale interne di salita al piano prive di montascale, assenza di un ascensore, ingressi non accessibili, percorsi interni non idonei) tali da non essere accessibili alle persone con disabilità?
– Che cosa motiva la somma urgenza di intervenire per l’adeguamento di un bagno in un edificio museale che è costantemente chiuso se non per sporadici eventi?
– Non sarebbe stato più opportuno intervenire per eliminare le barriere architettoniche e garantire l’accessibilità a persone diversamente abili dei bagni pubblici in via Corso Tulliano risistemati pochi anni fa?
Chietini aggiunge: Interventi di questo tipo vanno inseriti in una strategia complessiva di abbattimento delle barriere architettoniche e di accessibilità dei luoghi pubblici, tant’è che il 05/06/2025 con determina n. 306 il Comune ha proceduto ad affidare direttamente ad un professionista l’incarico di redazione del piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) del Comune di Arpino a seguito del finanziamento ricevuto dalla Regione Lazio di circa 5.000 euro, ma a quanto pare “la somma urgenza” non ha consentito di aspettare e si è realizzato un intervento che appare privo di efficacia e di reale impatto sulla qualità della vita dei cittadini.
Infine conclude: Questa non è inclusione che tutti auspichiamo. È solo l’ennesimo esempio di cattiva programmazione e scarsa attenzione ai veri bisogni delle persone.
Chiediamo all’Amministrazione:
• di chiarire le motivazioni alla base di questa scelta;
• di rendere pubblica la pianificazione degli interventi per l’accessibilità universale degli edifici pubblici;
• e di impegnarsi affinché ogni euro speso sia parte di un progetto realmente inclusivo e sostenibile.