E intanto spuntano altre immagini
Tre settimane di silenzio, nonostante una nota sindacale cerchi di fare chiarezza su un episodio frutto di una segnalazione – da questo sito riportata il 4 giugno scorso – secondo la quale un sottufficiale della Polizia Locale avrebbe indossato durante la processione di San Sosio un berretto decorato con cordoncino dorato (soggolo) che non avrebbe potuto indossare perché non in possesso dei gradi previsti dalla normativa (solo ufficiali).
L’articolo 498 del codice penale parla di usurpazione di titoli e onori – uso di divise o segni distintivi. Non si tratta di una sciocchezza, come si tende a far credere. Il reato, depenalizzato, prevede comunque sanzioni amministrative pecuniarie. E asseriti procedimenti disciplinari, come confermato a Iowebbo.it da un autorevole comandante della Polizia Locale di una grande città della provincia. Del resto chi dovrebbe far rispettare la legge non dovrebbe violarla.
Non è tutto. Sulla vicenda spuntano altre immagini. Video e foto che mostrano e quindi confermano come il sottufficiale abbia indossato il berretto con il soggolo sia durante la processione di San Sosio che in altre occasioni. Immagini che stanno rimbalzando su gruppi whatsapp.
A questo punto ci si chiede cosa abbiano fatto in Municipio. La vicenda è seria e non andrebbe trascurata o sminuita. Per questo si attendono le decisioni, in un senso o nell’altro, dell’amministrazione. Cioè del sindaco (o vice), dell’assessore al personale, del responsabile del servizio, del segretario comunale, eventualmente della Commissione preposta (che fino a qualche anno fa era molto attiva).
Alla nota del sindacato è stato risposto? I cittadini non devono conoscere le determinazioni dell’Ente?
lunic