Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto diverse segnalazioni circa lo stato in cui si trova una parte del centro storico, quella compresa in un raggio di poche decine di metri tra via dell’Aquila Romana e via delle Volte, passando per Corso Tulliano. Ricordato che ovunque i centri storici rappresentano un’opportunità, queste sono le condizioni segnalate.
Salta subito all’occhio il Museo della Botanica in Palazzo Felluca Merolle. Piccolo Ministero della Cultura incompleto, non si capisce bene che cosa produca e perché non possa farlo in uno dei locali di Palazzo Sangermano. Intanto, imbracciare una ramazza deve essere troppo impegnativo visto che da settimane nessuno lo fa.
In vicolo Sella, o almeno così dovrebbe chiamarsi visto che la toponomastica con curvatura non appare di agevole lettura, occhio al passamano perché potreste trovarvi con una manciata di guano rinsecchito nella mano. Poco più avanti verdure alla griglia, nel senso che dalla griglia spunta vegetazione. La battuta è vecchia ma sempre attuale.
Dopo una ventina di scalini ci si imbatte poi in angoli caratteristici, veri e propri scorci da cartolina periodicamente innaffiati e profumati. Uno spettacolo le chiazze al suolo.
Sempre a proposito di toponomastica, Vicolo Tulliola su un cassettone di servizio è stato ribattezzato Vicolo del Topo. La scritta è lì da anni e nessuno la cancella nonostante occorrano sei secondi, magari perché in effetti ogni tanto ci passa qualche roditore.
Tutto concentrato in una piccola porzione di centro storico.
Con chi te la prendi allora. Beh, a titolo puramente informativo l’assessore delegato al centro storico è Massimo Sera, che è di Manzitti. L’assessore delegato alla manutenzione è Bruno Biancale, che è della Collina. L’assessore delegato all’igiene pubblica (salute e ambiente) è Maria Rosaria Manuel, che è del centro storico (l’aggravante). Il sindaco è sempre Vittorio Sgarbi, che è di Ferrara. Tutti pagati per occuparsi anche di questa roba qui sopra.
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