La refezione scolastica ed i tempi ristretti per usufruire delle agevolazioni, la mancata pubblicazione dei documenti all’albo, le incertezze sugli avvisi di accertamento Imu – Tari.
Tutto contenuto in due distinte note che i consiglieri comunali Niccolò Casinelli e Andrea Chietini hanno prodotto ieri. Casinelli scrive al vice sindaco Massimo Sera ed al dirigente del settore Fabio Sili: l’avviso dettagliato in oggetto, destinato a rendere nota l’apertura del bando per “CONCESSIONI AGEVOLAZIONI STRAORDINARIE PER IL SERVIZIO DI REFEZIONE SCOLASTICA 2025-2026” risulta pubblicato sull’albo pretorio dell’Ente, quindi giuridicamente conosciuto dagli interessati a far data dal 28 gennaio 2026. Il termine per la presentazione delle domande è indicato per il 3 febbraio 2026, cioè ad appena 5 giorni lavorativi dalla pubblicazione dell’avviso.
Inoltre, il bando e il format di domanda, benché formalmente “allegati alla presente quale parte integrante e sostanziale” non risultano salvo errore pubblicati, sicché quel termine, già esiguo, neppure può dirsi formalmente pendente, poiché manca parte integrante e sostanziale dell’avviso.
Vista l’importanza dell’agevolazione, considerato l’elevato impatto sociale dell’avviso e l’incidenza delle relative risultanze su diritti e aspettative di rango costituzionale, prego codesta Spett.le Amministrazione di voler: integrare la pubblicazione con la documentazione mancante; fornire più congruo termine di candidatura (almeno 15 giorni); dare notizia dell’avvenuto aggiornamento sui canali ufficiali dell’Amministrazione Comunale (social network).
Chietini sottolinea come l’Amministrazione comunale sia sempre più lontana dai cittadini ed aggiunge: C’è una distanza sempre più evidente tra l’amministrazione comunale di Arpino e i cittadini che dovrebbe servire. Un esempio lampante è il bando per la concessione di agevolazioni alle famiglie che usufruiscono della mensa scolastica: pubblicato solo ieri sull’albo pretorio comunale, senza diramare alcun avviso o altra reale forma di pubblicizzazione, e con una scadenza fissata ad appena una settimana (3 febbraio). Un atto formalmente corretto, forse, ma sostanzialmente inaccessibile per molte famiglie. Informare non significa “nascondere in bella vista”, ma mettere i cittadini nelle condizioni di conoscere e partecipare.
A questo si aggiunge l’invio, negli ultimissimi giorni dell’anno, di avvisi di accertamento TARI e IMU che, da quanto emerge, parrebbero viziati nella forma, in quanto sprovvisti della dichiarazione di conformità prevista dall’art. 23 del Codice dell’Amministrazione Digitale. Anche qui, più che attenzione e trasparenza, si percepisce fretta e superficialità, con il rischio di scaricare sui cittadini, che hanno 60 giorni di tempo per eccepire l’eventuale nullità dell’atto, errori e incertezze amministrative.
Governare una comunità non è solo produrre atti, ma comunicare, ascoltare e rispettare chi quella comunità la vive ogni giorno. Finché si continuerà a confondere l’adempimento burocratico con il buon governo, la distanza tra palazzo e cittadini non potrà che aumentare.
