COMUNE

Arpino – Sgarbi sindaco tre anni fa, il Rinascimento che non c’è

Era il 15 maggio 2023. Quel lunedì pomeriggio lo scrutinio delle comunali decretò Vittorio Sgarbi sindaco di Arpino con il 44% dei voti.

Oggi è il 15 maggio 2026. La consiliatura raggiunge i 3/5, cioè mancano due anni alla sua scadenza naturale. Tre anni trascorsi con il primo cittadino che si è visto poco all’inizio, per nulla negli ultimi tempi. Le ragioni sono diverse e già note, anche se non dovrebbero incidere sul destino di una comunità.

L’ultima apparizione, se non ricordiamo male, coincise con la procedura avviata dalla figlia affinché l’ex sottosegretario venisse affiancato da un amministratore di sostegno. Proprio in quel periodo – ottobre 2025 – il sindaco, curiosamente, fece una capatina in Municipio con immancabile foto di gruppo e ribalta sui media. Quel giorno, fra l’altro, il vice sindaco Massimo Sera si lanciò in una ‘storica’ rivelazione subito ripresa dalla Cnn sostenendo che Sgarbi era riuscito a salire da solo le scale del Comune. Roba da standing ovation, non c’è che dire!

Poi niente più. Fino a domenica scorsa quando la città di Cicerone ha celebrato il suo figlio più illustre con il Certamen. Sgarbi non si è visto limitandosi ad un breve messaggio di auguri alla manifestazione. Il sindaco, che un po’ alla volta si rivede in pubblico, però era altrove (Venezia). Non nel paese in cui si stava svolgendo  la più importante manifestazione dell’anno.

Osservando il palco allestito in piazza Municipio per la premiazione quasi si è ricavata l’impressione che sia stato meglio così, almeno per i collaboratori locali. Sgarbi presente avrebbe rubato loro la scena.

In ogni caso tre anni sono passati. Le migliaia di turisti non si sono viste. Le varie casse di risonanza sui social continuano a dire, per convenienza, che va tutto bene coniando uno slogan farlocco al giorno che ai distratti fa sembrare il paese un vero e proprio paradiso terrestre.

La situazione è diversa, molto diversa. L’occasione paventata tre anni fa (Arpino nel mondo, il mondo ad Arpino…) sta svanendo persa nella mediocrità di soggetti né autorevoli e nemmeno autoritari senza alcuna prospettiva, con cantieri che arrancano o in forte ritardo, servizi inadeguati, una conduzione che si fa notare per errori, omissioni, trasparenza opaca, e pure qualcos’altro, mentre le promesse ancora riecheggiano (alcune qui sotto).

Un gruppo che non è un gruppo, che si muove singolarmente senza pestarsi i piedi, perennemente in modalità autoreferenziale e sempre più spesso contestato dalla gente che al Rinascimento per Arpino (così si chiama la lista) non crede più da un pezzo. Magari al Rinascimento di pochi sì.

La beffa, voluta o meno, è servita. E non è Sgarbi il responsabile.

l.n.

Nella foto in alto la lista Rinascimento per Arpino (Caruso, Delicata, Iafrate e Nandini non vennero eletti), in evidenza il manifesto del ringraziamento