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ASL FR – IN PROVINCIA SI MUORE SOPRATTUTTO PER IPERTENSIONE

Dalla Asl di Frosinone:

Il recente rapporto sullo stato di salute della popolazione a Roma e nel Lazio realizzato il mese scorso dal Dipartimento di Epidemiologia della Regione spinge a formulare alcune osservazioni di rilievo sanitario.
In Provincia di Frosinone, va detto subito, non vi è alcun eccesso di mortalità per tumori. I tassi standardizzati, infatti, gli unici che hanno un reale valore epidemiologico, ci mostrano un numero di decessi addirittura leggermente inferiore alla media regionale. Infatti al fine di favorire la confrontabilità dei tassi di mortalità e dei tassi di ospedalizzazione di livelli territoriali disomogenei nella struttura per età della popolazione, sono stati calcolati con il metodo diretto i tassi standardizzati per età, separatamente per maschi e femmine, utilizzando come riferimento la distribuzione per età della popolazione della Regione Lazio dell’intero periodo in studio. I tassi standardizzati in pratica sono interpretabili come il tasso che si osserverebbe nella popolazione in studio se questa avesse la stessa distribuzione per età della popolazione scelta come riferimento e sono riportati nella terza colonna delle tabelle allegate al Rapporto.
In esse si può anche notare alla quarta colonna il Rischio Relativo (RR) che è stato calcolato come rapporto tra due tassi standardizzati ed esprime l’eccesso di rischio proprio della popolazione di quel territorio, posto al numeratore del rapporto, rispetto alla popolazione di riferimento che nel nostro caso è quella della Regione Lazio posto al denominatore del rapporto: quindi se nel territorio X il RR rispetto al riferimento risulta pari a 1,38 possiamo dire che i re-sidenti nel territorio X hanno per la patologia in esame un eccesso di rischio pari al 38% rispetto ai residenti nella Regione Lazio (riferimento). Nella colonna n° 5 è riportato l’intervallo di confidenza che fornisce informazioni riguardo alla precisione dei valori ottenuti attraverso lo studio di un campione. Ad esempio, un intervallo di confidenza 95% comprende un intervallo di valori che tiene conto della variabilità del campione, in modo tale che si può confidare – con un margine di certezza ragionevole (appunto il 95%) – che quell’intervallo contenga il valore vero dell’intera popolazione che non hai avuto modo di esaminare. Pertanto se siamo in presenza di un RR (rischio relativo) di 1,38 ma l’intervallo di confidenza al 95% è ad esempio (0,95 – 1,80) e quindi comprende il valore 1,00 significa che il RR non è statisticamente significativo pur essendo apparentemente alto e quindi non va considerato indicativo di un reale eccesso di rischio.

Veniamo ora al commento dei dati emersi dallo Studio.
In primis il complesso di tutti i tumori maligni in Provincia di Frosinone (tabella pagg 22 – 23) presenta un rischio relativo pari a 0,89 per le donne e 0,98 per gli uomini. Gli intervalli di confidenza mostrano che le donne hanno un RR significativamente più basso della media mentre negli uomini è paragonabile al resto della Regione.
E’ invece il dato di mortalità generale per tutte le cause della Provincia (tabella pag 9 e 10 del Rapporto) a destare qualche preoccupazione in quanto abbiamo rischi relativi pari a 1,06 per le donne ed 1,08 per gli uomini, entrambi statisticamente significativi.
Si può osservare che tale eccesso è attribuibile interamente ai decessi riferibili a sole quattro cause statisticamente significative:
ipertensione arteriosa (tabella pag 160) RR 1,27 nelle donne e 1,30 negli uomini;
altre malattie del cuore (tabella pag 175 corrispondente alle malattie non ischemiche) RR 1,49 nelle donne e 1,38 negli uomini;
disturbi circolatori dell’encefalo compresi gli ictus (tabella pag 180) RR 1,41 nelle donne e 1,42 negli uomini;
cirrosi epatica (tabella pag 205) RR 1,46 negli uomini.
Un andamento epidemiologico siffatto ha qualche similitudine con quello della confinante Provincia di Latina che presenta i seguenti eccessi di mortalità:
– altre malattie del cuore (tabella pagg 174- 175) RR 1,16 nelle donne e 1,26 negli uo-mini;
– disturbi circolatori dell’encefalo (tabella pag 180) RR 1,26 nelle donne e 1,19 negli uomini;
– cirrosi epatica (tabella pag 205) RR 1,40 nelle donne e 1,27 negli uomini.
e dell’altrettanto confinante Provincia di Roma (Città di Roma esclusa) che presenta i seguenti eccessi di mortalità:
– mortalità per tutte le cause (tabella pag 9 e 10 del Rapporto) RR 1,08 nelle donne e 1,09 negli uomini;
– ipertensione arteriosa (tabella pag 160) RR 1,13 nelle donne e 1,15 negli uomini;
– altre malattie del cuore (tabella pag 175 corrispondente alle malattie non ischemiche) RR 1,17 nelle donne e 1,13 negli uomini;
– disturbi circolatori dell’encefalo compresi gli ictus (tabella pag 180) RR 1,12 nelle donne e 1,12 negli uomini.

Ovviamente tutti i dati citati hanno il crisma della significatività statistica in termini di intervalli di confidenza.
Tutti gli eccessi di mortalità sopra riportati (ipertensione, malattie non ischemiche del cuore, disturbi circolatori dell’encefalo, cirrosi) sono in grande misura riferibili ad abitudini e stili di vita scorretti, soprattutto in termini di abitudini alimentari che comportano un danno del sistema circolatorio e del fegato dagli esiti altamente sfavorevoli (fonte Dipartimento di Prevenzione).

Le tabelle sono consultabili qui

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