LA CERIMONIA

Campoli – Il miracolo di Santa Restituta

Durante i festeggiamenti in onore di Santa Restituta, patrona della città di Sora,
in occasione della ricorrenza del 1750° anniversario  del suo martirio,
la comunità campolese, con la presenza del sindaco Pancrazia Di Benedetto,
ha ricordato la leggenda dei nove campolesi e del miracolo della Santa.
Martedì mattina una Delegazione proveniente dal Comune francese
di Arcy Sainte Restitue, guidata dal sindaco Patrick Bourel, ha infatti fatto visita
alla Cappella  dedicata alla Santa e Martire, manifestando una grande
emozione. Sì, perché secondo un’antica narrazione locale, nel piccolo
Municipio a nord-ovest di Parigi, sarebbero conservati i frammenti,
polverizzati a causa di un incendio appiccato durante la Rivoluzione
Francese, del cranio della Santa.

Nel XIX secolo nove abitanti di
Campoli Appennino furono catturati da un gruppo di sorani, a seguito
di una ribellione fallita e istigata dal Conte Pandolfo il Maggiore. I
prigionieri furono rinchiusi in un orribile carcere vicino alla chiesa
di Santa Restituta a Sora, sotto il comando del crudele Pietro
Adulterino. Per due anni patirono la fame, la sete e la totale
oscurità. Poi, durante un venerdì santo, il Sacerdote Adone ottenne il
permesso di far pregare i detenuti davanti alla tomba della Santa.
Dopo il rifiuto del Comandante di concedere loro un po’ di luce, Santa
Restituta apparve miracolosamente ai nove prigionieri, aprì le porte
del carcere e li guidò in salvo fino a Campoli. Secondo la tradizione,
la Santa lasciò impressa sulla roccia l’orma del suo piede sinistro,
come segno tangibile del miracolo avvenuto. Questo luogo, sulla
vecchia strada che da Sora conduce a Campoli, fu riscoperto nel 1860,
mentre nel 1926 vi fu costruita una cappella, grazie ai campolesi
emigrati negli Stati Uniti. E ancora oggi, quella piccola cappella
viene onorata nel ricordo dei nove campolesi miracolati.

Caty Paglia