Le pieghe dell'anima: luci ed ombre della mente Notizie

CANNIBALISMO: FAME DI VITA E TENSIONE DI MORTE

di Pamela Rotondi

Vorrei che potessimo parlare più a lungo,

 ma sto per avere un vecchio amico per cena stasera..”

Dal film “Il silenzio degli innocenti”.

Nel novembre 2014 i giornali titolavano: “Galles, polizia uccide cannibale: stava mangiando una ragazza”. La vicenda ha suscitato non poco interesse e subito sono scattati i parallelismi con il cannibale più famoso del cinema e della letteratura: Hannibal Lecter.

Ma cosa si intende per cannibalismo? Il cannibalismo post-mortem consiste nel provare piacere nutrendosi di carne di cadaveri o parti di essi, più in generale possiamo dire che gli atti di cannibalismo sono l’insieme di azioni mediante le quali , per  motivi assai diversi, si giunge a mangiare la carne dei propri simili, nel nostro caso trattandosi di essere umani si parla di antropofagia. In alcune popolazioni il cannibalismo perde la connotazione di tabù, per collocarsi  all’interno di pratiche magiche o religiose. Lo scopo principale di tali riti è quello di incorporare l’oggetto temuto, rappresentato da un nemico, così da poterne possedere i valori e poteri.

Andrej Chikatilo, in Russia, agli inizi degli anni ’90, sconvolse l’intero paese. Professore di lingua e letteratura russa, dall’aria timida e tranquilla,  riconosciuto responsabile in soli dodici anni, tra il 1978 e il 1990, dell’atroce morte, seguita da mutilazioni e da atti di cannibalismo, di 53 persone, soprattutto ragazzi e ragazze al di sotto dei 16 anni. Soprannominato dalla stampa “Il macellaio di Rostov” o “lo squartatore rosso” amava tenere in vita le sue vittime traendo un estremo piacere dalle loro sofferenze, come ebbe modo di dichiarare agli inquirenti, spesso dopo averle mutilate ne beveva il sangue. Padre e nonno affettuoso ,manifestò subito fin dall’adolescenza gravi turbe di natura sessuale, che influirono notevolmente anche sul matrimonio, nonostante la nascita di due figli e l’atteggiamento inspiegabilmente comprensivo della donna. Trasferitosi in una piccola casa nella periferia di Rostov,all’insaputa dei suoi familiari, iniziò la lunga serie di omicidi proprio nella sua nuova abitazione : Elena Zakotnova di soli  9 anni, adescata in una pista di pattinaggio poco vicina la casa del mostro.

Preso da una sorta di incontentabile frenesia sessuale che soddisfaceva soltanto alla vista del sangue delle sue vittime, di cui era solito smembrare i corpi senza avere una eccessiva cura nel preoccuparsi di nascondere i miseri resti, fino all’omicidio di Sveta Korostin, risalente al 1990.

Arrestato nel novembre del 1990 e giudicato sano di mente e totalmente responsabile dei crimini commessi,venne giustiziato nel 1994 con un colpo di pistola alla tempia.

In relazione ai motivi che avrebbero spinto l’uomo a praticare il cannibalismo, si venne a conoscenza di alcuni racconti della madre di Chikatilo, la quale amava raccontare che il fratello maggiore di Andrej negli anni ’30 fu rapito, ucciso e mangiato dai contadini allo stremo delle forze. Turbato e attratto allo stesso tempo da questi racconti, tali ossessioni devo aver attecchito nei meandri più reconditi della sua coscienza.

Ancora una volta tornano alla mente le immagini del film basate sui racconti di Harrris che narrano le origini dello “Squartatore di Chesapeake”e meglio conosciuto come Hannibal Lecter.

Fantasia e realtà si intersecano nuovamente  per raccontare le vicende umane e mostrare la forza e la crudeltà di quell’ “abisso” che ognuno ha dentro di sé e così poco raggiungibile dalla luce e dalla ragione.

 

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