Pali in legno deteriorati, cavi sospesi e una situazione di rischio concreto per abitazioni, terreni e animali domestici. Arriva dal Tribunale di Cassino una decisione che riaccende i riflettori sullo stato delle infrastrutture nelle aree rurali.
Con un’ordinanza del 10 aprile 2026, il giudice Federico Eramo ha accolto il ricorso presentato da un cittadino di Casalvieri, disponendo interventi immediati da parte del gestore della rete lungo via Purgatorio, dove da tempo si segnalavano criticità mai risolte.
La vicenda nasce da un’azione per danno temuto avviata nel 2025, attraverso gli avvocati Federica Lancia e Pasquale Iacobelli. Al centro del caso due proprietà private: una utilizzata anche per il ricovero di animali domestici, l’altra destinata a coltivazioni familiari, entrambe sovrastate da una linea telefonica in evidente stato di abbandono.
Secondo quanto emerso, diversi pali risultavano gravemente compromessi: alcuni inclinati verso le strutture, altri spezzati o già crollati al suolo. Una condizione giudicata potenzialmente pericolosa e più volte segnalata, senza che però seguissero interventi risolutivi.
Il gestore della rete, costituitosi in giudizio, ha contestato la presenza di un pericolo imminente e l’urgenza dell’intervento, sostenendo anche la regolarità dell’impianto. Argomentazioni che non hanno trovato accoglimento.
Determinanti, infatti, le risultanze documentali e fotografiche, che hanno evidenziato uno stato di degrado tale da configurare un rischio attuale e concreto. Il Tribunale ha inoltre chiarito che, in questi casi, è sufficiente il possesso del bene esposto al pericolo per agire, senza necessità di dimostrare la piena proprietà.
I giudici hanno anche ribadito che non rileva da quanto tempo le strutture siano installate: ciò che conta è l’obbligo di garantirne la sicurezza.
Da qui la decisione: il gestore dovrà intervenire senza ritardo per mettere in sicurezza l’area, provvedendo in particolare alla sostituzione dei pali pericolanti. A suo carico anche le spese legali.
Una pronuncia che va oltre il singolo caso e richiama l’attenzione sulla manutenzione delle reti nelle zone periferiche, dove spesso le criticità restano irrisolte per anni. Il principio è chiaro: chi gestisce infrastrutture ha il dovere di mantenerle in condizioni tali da non mettere a rischio cittadini, abitazioni e attività agricole.
pierre