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CHIEDEVANO “CARAMELLE”, “APERITIVI” E “CAFFE'” MA VOLEVANO DROGA

Immagine di repertorio

Nella mattinata odierna in Sgurgola militari della locale Stazione, unitamente al personale del NORM della Compagnia di Anagni, eseguivano un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Frosinone, su richiesta della Procura della Repubblica, che accoglieva integralmente le risultanze investigative effettuate dai militari operanti nei confronti del 26enne R.M., responsabile di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La delicata attività investigativa consentiva di accertare e decifrare le parole “in codice” utilizzate dall’arrestato nei colloqui con i “clienti” per indicare le sostanze stupefacenti, tra queste alcune singolari come “caramella”, “bicchiere di vino”, “benzina”, “aperitivo” e “caffè”. Nei colloqui emergeva, altresì, che le parole “chiodi” e “buche” venivano utilizzate come “allarme” per segnalare la presenza di posti di controllo delle Forze dell’Ordine.

Complessivamente l’attività investigativa, iniziata nel luglio 2014 e terminata lo scorso febbraio, permetteva di accertare complessivamente ben 80 episodi di cessione di modiche quantità di sostanze stupefacenti tipo hashish e marijuana, oltre a deferire in stato di libertà altre due persone residenti a Sgurgola ed Anagni. Al termine delle formalità di rito l’arrestato veniva tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari con l’apposizione del “braccialetto elettronico”.

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