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CRISI, TERSIGNI: “CON FI CI SONO PROBLEMI CHE NON CONOSCO. PRONTO A DIMETTERMI”.

di Gianpiero Pizzuti

Dimissioni si, dimissioni no, alla fine salta la seduta del consiglio comunale ed il sindaco Tersigni, che prima barcolla, ma non cade e, come ultimo colpo di coda, nella notte azzera la sua Giunta e ritira le deleghe ad assessori e consiglieri. Mancava in assise il numero legale per la maggioranza, i quattro di Forza Italia (Giacomo Iula presidente del Consiglio, Lino Caschera, Antonio Lecce ed Alessandro Mosticone. Assente, tra l’altro, il vice sindaco Antonio Di Carlo. Seduta rinviata al 1 settembre 2014, si deve approvare il bilancio di previsione, che ha avuto una proroga sino al 30 settembre.

Resterà in piedi Tersigni sino allora? L’opposizione racchiude in un post su facebook di Roberto De Donatis la sintesi di una giornata diversamente abile:  "È davvero difficile commentare quanto accaduto in Consiglio Comunale – scrive De Donatis – Resta l'evidenza di una situazione ormai insostenibile: il vetro è rotto e non si può incollare. Così è "accanimento terapeutico"”. Un rimpasto o una resa senza condizioni? Difficile capire nella faretra del sindaco quante frecce ci siano ancora a disposizione in una realtà politica che si è logorata, sfilacciata nel tempo e senza punti di riferimento. Su chi può contare dei “suoi” ancora Tersigni?. A casa per il momento Vittorio Di Carlo(vice sindaco); Agostino Di Pucchio(assessore al Bilancio); Maria Paola D’Orazio(Assessore Politiche ecologiche e ambiente); Francesco Ganino(Assessore mobilità urbana e personale): e i consiglieri: Elvio Meglio, Walter Tersigni, Giuseppe Cascone, Antonio Lecce, Celso Costantini, Angelo Corona e Lino Caschera.

Per le strade della città è già toto sindaco, ma Tersigni spiega: ”Le revoche hanno decorrenza immediata visto che sono venuti meno gli equilibri politici che hanno creato il presupposto per il conferimento delle materie affidate. La motivazione è chiara se Forza Italia non si presenta per il più importante atto di un’amministrazione è chiaro che ci sono dei problemi che io non conoscono. Se vogliono sedersi ad un tavolo non qui a Sora ma al coordinamento regionale con Fazzone e Pallone sono pronto ad ascoltarli e conoscere le motivazioni di questo gesto, altrimenti andiamo a casa tutti, e rassegnerò le mie dimissioni”. Una situazione sofferta?: ”No assolutamente no – conclude Tersigni – sto lavorando 24 ore su 24 trascurando la mia famiglia, più di fare questo cosa devo dire se non basta riacquisto la mia libertà. Sono disposto ad andare avanti per due anni, questo era il periodo più fecondo per questa amministrazione con tanti cantieri aperti e da aprire, andare via adesso è un suicidio politico”.

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