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DA ITALIA 1, CARLTON MYERS RACCONTA A SORAWEB LA SUA AVVENTURA A WILD

La stella del basket era presente sabato sera al Palapanico di Sora per assistere alla partita disputata dalla “NB Sora 2000”, durante la quale ha giocato il suo “erede” Joel Myers.

Da star della pallacanestro a star del piccolo schermo, dove lo vediamo su Italia 1 nel programma “WILD”, con Fiammetta Cicogna, Carlton Myers è spesso ospite della nostra città per seguire suo figlio sul campo da gioco.

Subito dopo la partita di sabato 7 febbraio, Carlton ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Soraweb, ringraziando i numerosi fun che lo seguono e i cittadini di Sora che gli riservano sempre una calorosa accoglienza durante i suoi brevi soggiorni in città.

Dopo i suoi ineguagliabili successi sul campo e la sua lunga carriera nel basket a cui ha dato l’addio nel 2011 all’età di 40 anni, da stella del basket, è passato alla tv. La vediamo, infatti, per la seconda stagione consecutiva su Italia 1 nel programma “WILD, OLTRENATURA”.

Com’è questa esperienza per lei e quanto l’ha aiutata la disciplina del baket a reinventarsi per questa nuova avventura?

– Wild è un programma seguito soprattutto da un target giovanile, un target che seguiva anche molto il mio sport. La disciplina del basket sicuramente mi ha aiutato moltissimo in questa nuova avventura perchè in ogni impresa che mi propongono – tipo scalare una montagna, calarmi in una grotta o gettarmi da un elicottero –  il fatto di essere un’atleta e di aver accettato anche determinate sfide, mi porta a non tirarmi indietro. E’ chiaro che bisogna anche essere attenti perchè sono situazioni dove anche una minima distrazione può costare caro, nonostante sia tutto fatto in condizioni di estrema sicurezza. Ho accettato questa nuova sfida per il secondo anno consecutivo perché mi dà adrenalina ed emozioni. Così come ho fatto nella mia carriera sportiva, cerco di dare sempre il massimo e di superare sempre i miei limiti. Mi diverto e mi metto in gioco per ogni sfida che devo affrontare, è la stessa cosa che facevo sul campo.

I tifosi della nostra città hanno spesso il piacere di vederla qui e sono molti quelli che la seguono. A Sora abbiamo il piacere di avere suo figlio nel roaster della nostra squadra di basket. Quanto e cosa un campione come lei si aspetta da suo figlio nel momento in cui intraprende una carriera come la sua?

– Quello che mi aspetto da mio figlio è che metta energia, tanta energia in quello che fa. Io non posso vedere una squadra moscia e degli atleti mosci, senza energia. Non posso vedere una squadra che non difende, una squadra che non morde o un’atleta che non attacca. Anche quando ancora si è nella “confusione” se vogliamo, cioè non si è ancora in grado di sfruttare al massimo le proprie capacità…però ci vuole energia e voglia di fare. Quello gli chiedo e quello chiedo a chi comincia uno sport a livello agonistico. Tutto il resto viene dopo.

Detto ciò, allora, qual’è il consiglio che si sente di lasciare a tutti i ragazzi che si avvicinano a questo e ad altri sport per riuscire ad ottenere i brillanti traguardi da lei raggiunti?

–  Secondo me una cosa che vale un po’ per ogni sport e un po’ per tutte le sfide che si affrontano, bisogna divertirsi in tutto quello che si fa. Poi, dal divertimento, in teoria, dovrebbe nascere la passione e, poi, la motivazione per migliorare in quello che si fa. Quindi, bisogna cercare di essere motivati e stimolati in ogni cosa che si fa. Nello sport in particolare, mi ripeterò, ma ritengo che sia necessaria l’energia, la voglia di entrare in campo a battagliare. Poi uno può avere talento, può essere più o meno bravo ma è la voglia di arrivare che ti fa essere già un campione.


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