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Dall’Olimpo del Volley arriva il “Patriota” Giuseppe Patriarca.

“Tantissimi anni fa ti portai in giro per l’Italia cercando di trovare per te la migliore collocazione possibile. Eri un ragazzino e in pochissimo tempo bruciasti tutte le tappe possibili lanciandoti con determinazione nel grandissimo palcoscenico sportivo pallavolistico nazionale e internazionale. Hai percorso fino a oggi una carriera sportiva di alta levatura e ricca di soddisfazioni ottenendo riconoscimenti sportivi in tutti gli ambiti. Ti abbiamo sempre seguito in tutti questi anni, oggi sei a Sora ma non per finire la carriera ma per riiniziarla con quella voglia, forza tecnica e passione sportiva che ti contraddistinguono e assieme alle persone che ti vogliono bene con le quali hai iniziato tanti anni fa. Sarai contornato da tante persone che hanno sempre creduto in te: avrai intorno una famiglia, quella del patron Giannetti che è splendida, uno staff tecnico di spessore e tanti altri dirigenti e non (che avrai sicuramente modo di conoscere) che lavorano per la causa in modo superlativo. Ricordati, siamo una piccola (per il momento) ma grande società che continuerà a crescere e a farsi valere in tutta Italia e ora potrà farlo anche con il tuo apporto. Bentornato ragazzo, in bocca al lupo e ad maiora”.

Si è aperta così la conferenza stampa di presentazione dello schiacciatore Giuseppe Patriarca, con le parole scritte di pugno dal vice presidente dell’Argos Volley, Ubaldo Carnevale, che non ha potuto presenziare l’assemblea ma ha voluto lo stesso esserci scrivendo frasi partite dal profondo del cuore per il “suo ragazzo”, affetto di sempre. Giuseppe Patriarca è nato a Sora il 23 marzo del 1977 e da qui, dopo aver mosso i primi passi pallavolistici appunto assieme a Ubaldo Carnevale ma anche Franco ed Enrico Vicini, è partito nel 1994 per le giovanili della Las Daydona Modena. Nella cittadina volsca, durante i suoi 16 anni di pallavolo ad alto livello, quella della serie A nazionale e internazionale, non è più tornato a giocare ma qui ha sempre avuto grandi fan che speravano in un suo ritorno soprattutto dopo le eccezionali gesta sportive della squadra e società sorana.

“Sono orgoglioso di essere tornato a Sora e ci tengo a sottolineare che l’ho fatto strettamente per motivi sportivi e tecnici, – ci tiene a sottolineare subito Giuseppe Patriarca, ho creduto nel progetto che la società mi ha proposto, credo in questa squadra, credo nelle idee dello staff tecnico e credo che la stagione tenderà per il meglio. Ovviamente tutto questo andrà dimostrato sul campo da me a dai miei compagni, ma una volta che ci si è posto degli obiettivi giusti cercheremo con tutte le forze di conquistarli e, come la società ha fatto il proprio meglio sul mercato noi lo faremo sul rettangolo di gioco. Lasciando l’aspetto tecnico e passando a quello umano, io sono nato qui, questa è la mia terra ed è una gioia essere seduto e avere difronte tanta gente che conosco da oltre vent’anni con le quali ho già condiviso molte cose e spero di continuare con tante altre gioie”.

L’Argos Volley e la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora hanno voluto fortemente far vestire la propria maglia a Giuseppe Patriarca e dopo una lunga corte sono riusciti ad averlo in rosa, e lui non ha paura della frase tratta dai Vangeli “nemo propheta in patria”.

“Il signore che era seduto in conferenza accanto a me, il nostro allenatore Ricci, è un ravennate che ha vinto campionato, Coppe dei Campioni, Coppa Italia, Supercoppa Europea e tanto altro con Ravenna; lo scorso anno Alberto Giuliani quando ha lasciato Cuneo, tutti gli dicevano che andando a Macerata avrebbe preso solo una bella gatta da pelare e non avrebbe mai vinto proprio perché nessuno è profeta in patria, e poi Giuliano ha fatto cucire sulle magli della Lube lo scudetto. Proverò anche io a essere qui per far si che l’eccezione confermi la regola”.

Giuseppe Patriarca è il nuovo schiacciatore della Globo targata 2012/2013 e a darne l’annuncio, pieni di soddisfazione e di contentezza per il colpaccio di mercato messo a segno, sono stati i patron Gino e Ivan Giannetti, il Presidente Enrico Vicini, il Direttore Generale Alberico Vitullo assieme all’allenatore Daniele Ricci.

Patriarca, soprannominato da coach Bebeto ai tempi della sua nazionale “Patriota” per l’attaccamento alla maglia e per assonanza con il cognome, come ci ha spiegato lo stesso Giuseppe, e mai nomignolo fu più azzeccato per l’occasione, è uno schiacciatore-ricevitore di 198 centimetri d’altezza per 95 chilogrammi di peso, che raggiunge uno spike-reach di 338 centimetri.

È stato uno dei migliori “terzi” schiacciatori di tutta la Serie A1 degli ultimi anni: ha raffinato con il tempo sia le sue capacità di ricettore sia quelle di attaccante, diventando un punto di riferimento in campo e fuori della Bre Banca Lannutti Cuneo. Nonostante i quasi 2 metri di altezza, Giuseppe è in possesso di capacità coordinative di prim’ordine e questa caratteristica gli ha consentito di diventare un ricettore di grande efficacia tecnica, capace di coprire ampie zone di campo e di trasformare in positività anche le battute più insidiose.

In attacco, dopo un passato di bombardiere, ha arricchito il suo patrimonio di colpi, affiancando alle schiacciate di potenza una vasta gamma di traiettorie mani-out che gli consentono di essere formidabile nelle situazioni di contrattacco di palla alta. La sua intelligenza e versatilità sono evidenti anche nei fondamentali di muro e battuta, dove pur non sfoggiando i valori atletici dei tempi migliori, rimedia con l’esperienza e la sua invidiabile tecnica.

Oltre alla cifra tecnica da campione però, Patriarca ha sempre dimostrato grande personalità e capacità di leadership anche contro i migliori giocatori del nostro campionato di A1, ed è questo sicuramente il valore aggiunto che potrà dare alla Globo Banca Popolare del Frusinate Sora.

Ha iniziato la sua carriera di schiacciatore nella massima serie nel 1995 tra le fila della Las Daytona Modena squadra in cui ha vinto assieme ad Andrea Giani, Fabio Vullo, Luca Cantagalli, Marco Bracci, Andrea Sartoretti, Bas Van De Goor e Juan Carlos Cuminetti, la Coppa dei Campioni e la Supercoppa Europea. La stagione successiva, quella ’96/’97 la disputa nell’Area Ravenna e poi ha inizio il suo girovagare in molte città e club d’Italia tra la Serie A1 del ritorno a Modena nel ’98/’99, della Conad Volley Forlì nel 2000/2001, dell’Estense Carife Ferrara nel 2002/2003 e della Bossini Gabeca Montichiari nel 2003/2004; e della Serie A2 della Videx Grottazzolina nel ’97/’98 e ’99/2000, dell’Aes Verona nel 2001/2002 e della Samia Schio nel 2002/2003. Nella stagione sportiva 2004/2005 arriva per Patriarca il tempo di vivere un’esperienza sportiva all’estero così si trasferisce in Spagna per indossare la maglia dell’Unicaja Almeria con la quale, dopo una regoular season di vertice, arriva anche la vittoria del campionato. Al termine di questa splendida annata iberica, Giuseppe torna in patria acquistato dalla Prisma Taranto per disputare il campionato di A2 e dopo un’altra esaltante stagione sportiva coronata dalla promozione in Serie A1, viene riconfermato come titolare nella serie cadetta rimanendo nel club pugliese altre due stagioni, fino al 2008. Nel 2008/2009 ancora un ritorno per lo schiacciatore sorano tra le fila della Yoga Forlì sempre nella massima serie, ma sarà l’anno seguente quello del suo ingresso nell’Olpimpo del volley italiano con la chiamata della Bre Banca Lannutti Cuneo. La sua completezza come atleta ha fatto si che il club cuneese puntasse gli occhi su di lui per completare il reparto degli schiacciatori insieme a Wijsmans, Ariaudo e Parodi. Seppur non titolare nella formazione piemontese, non sono mancate le occasioni nelle quali lo si è visto in campo, come ad esempio nella finale di Coppa Italia quando è stato chiamato da coach Alberto Giuliani a sostituire l’infortunato capitano Wout Wijsmans. Il 9 maggio 2010 conquista il suo primo titolo italiano, primo anche della storia di Cuneo, in una finale scudetto spettacolare contro l’Itas Diatec Trentino al Futureshow Station di Casalecchio di Reno in provincia di Bologna. A Cuneo è rimasto altre due stagioni, per un triennio ricco di bellissime esperienze di altissimo livello e di vittorie importanti come la Supercoppa Italiana e la Coppa Cev nel 2010, e la Coppa Italia nel 2011.

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