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DOPO 260 KM A PIEDI NEL CAMMINO DI SANTIAGO DE COMPOSTELA ENZO CINELLI TORNA A CASA

E’ rientrato nei giorni scorsi da Santiago de Compostela, dopo un cammino durato dieci giorni ed aver percorso quasi 260 km a piedi da Porto (Portogallo) alla tomba di S. Jacopo, Enzo Cinelli lo strangolagallese che ha compiuto il primo itinerario culturale d’Europa.

“L’idea del cammino mi è venuta nell’estate 2011 quando davanti casa cominciano a transitare i primi pellegrini in cammino da Roma verso i porti pugliesi di imbarco per la Terra Santa, seguendo la guida, edita da Terre di Mezzo, scritto a quattro mani da Monica D’Atti e Franco Cinti della Confraternita di San Jacopo con sede a Perugia. – esordisce questo solare poliziotto – Una felice coincidenza che il punto di riferimento di casa fosse poi il 113 e così da quel momento ho dato ristoro gratuitamente ad oltre trecento pellegrini di ogni nazionalità, tutti muniti di credenziale, zaino in spalla, bordone, tanta determinazione e voglia di scoprire nuovi luoghi, in cammino verso una meta. Nei mesi scorsi ho iniziato ad organizzare questo mio cammino di fede e di conoscenza sul versante portoghese, meno affollato di quello francese, ma comunque molto suggestivo e che da lavoro da decine di persone lungo il tracciato. Scegliendo questo percorso ho avuto la possibilità di visitare la casa natia di S. Antonio da Padova a Lisbona e poi trovarmi a Fatima il 12 e 13 maggio.

Un’emozione indescrivibile la commovente processione dei flambeaux con oltre 250mila fedeli presenti nella spianata del Santuario e la Messa pontificale trentatre anni dopo la visita di ringraziamento alla Madonna di Fatima di San Giovanni Paolo II. Ho avuto la fortuna di camminare assieme a Bernardo e Giacomo, conosciuti per caso alla partenza da Porto, esperti pellegrini con cui si è consolidato un legame di crescita culturale e gastronomica e grande condivisione. Tanti i momenti di riflessione interiore lungo il lento ma costante cammino seguendo, senza soluzione di continuità, le frecce gialle su sfondo blu (i colori dell’amata terra natia), attraversando campagne e boschi infiniti e poi i gioviali momenti di sosta e pernotto nei vari “albergue municipal” in uso esclusivo ai pellegrini. L’arrivo a Santiago sabato 23 maggio è stato un momento che sicuramente rimarrà impresso nella mia mente e cuore.

Ricevere la “Compostela” con il mio nome scritto in latino e quello del vicario pro adottato: Gianluca M. , assistere per ben due volte al Butafumeiro in una sola giornata, fissare la conca dietro lo zaino, le centinaia di pellegrini che quotidianamente arrivano ogni giorno (a maggio oltre 20 mila credenziali rilasciate!), assistere il 25 maggio alla S. Messa in onore di S. Maria Salome (la cui statua si trova su lato destro altare), madre di S. Jacopo e le cui spoglie riposano nella Concattedrale di Veroli, unito allo scenario unico del tramonto a Finisterrae, ove ho finito di riempire la bottiglietta ANED che tra qualche giorno restituirò all’amico dializzato sono state emozioni davvero positive che mi hanno ripagato del sacrificio e piccole privazioni quotidiane durante il cammino. – sottolinea con un pizzico di soddisfazione – Il cammino poi è stato propedeutico all’investitura di “pellegrino – ospitaliere, a coronamento della mia Accoglienza povera donativa”, progetto unico in Ciociaria.

Un “riconoscimento”  che ho ricevuto sabato scorso nel Duomo di Perugia dal rettore della Confraternita di S. Jacopo. – conclude con una promessa – Nella primavera 2016 porterò le mie inseparabili scarpe con lacci giallo/blu a percorrere la via Francigena da San Miniato (Siena) a Roma, oltre 260 km in dodici tappe, in occasione dell’Anno Giubilare della Misericordia. ” Buon cammino, 113 PoSitivamente”.

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