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EMERGENZA IDRICA, IL SINDACO VERONESI VIETA L’USO DELL’ACQUA POTABILE ALLE ATTIVITA’ COMMERCIALI. FARE VERDE TUONA.

Un’altra tegola è caduta sulla giunta comunale di M.S.G.Campano, guidata dal Sindaco Veronesi, portando con sé una ventata di delusione e sfiducia.

Infatti, dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza n. 9/2015, molte sono state le reazioni, inevitabili, dei cittadini, soprattutto dei commercianti.

Emessa dal Comune di M.S.G.C., il 14 Maggio 2015, l’ordinanza sancisce il divieto di utilizzo dell’acqua erogata dal pubblico acquedotto per scopi diversi da quello potabile ed igienico sanitario, precludendo così l’accesso all’acqua a molte attività produttive presenti nel capoluogo e nel circondario.

Marco Belli, presidente dell’associazione Fare Verde M.S.G.C. si dice indignato per il razionamento dell’acqua che è un bene pubblico.

In un comunicato stampa, dichiara:

Il Comune dopo aver spalleggiato ACEA in tutte le sedi, quale società di servizio che fornisce l’acqua, si è ritrovato nella situazione di emergenza idrica conclamata e dichiarata ai Cittadini; un vero stato di emergenza che non può essere nemmeno nascosto…..Di fatto questa ordinanza emessa dal Comune di Monte San Giovanni Campano sancisce il razionamento dell’acqua a tempo indeterminato precludendo l’accesso all’acqua a molte attività produttive come quelle edili ad esempio ben specificate.  A seguito dell’ordinanza altre attività come autolavaggi, tintorie, laboratori per la trasformazione di prodotti eduli, negozi di frutta e verdura, pasticcerie …che normalmente usano l’acqua per il loro lavoro potranno essere multate…”.

Ricordiamo, infatti, che l’ultimo passo in favore di Acea da parte del Sindaco Angelo Veronesi, è stato compiuto il 7 Maggio 2015, quando, insieme ad altri 37 primi cittadini, aveva approvato il Piano di investimento proposto dal gestore del servizio idrico.

L’ordinanza nello specifico, stabilisce di non utilizzare l’acqua potabile dell’acquedotto pubblico per usi agricoli e zootecnici, di non prelevarla con tubi di gomma o con altri mezzi per effettuare il lavaggio di autoveicoli e per l’approvvigionamento di acqua in altri locali, cisterne e botti. Impone altresì, come già ribadito, il divieto di utilizzare l’acqua dell’acquedotto pubblico per l’uso edilizio, commerciale o industriale.

I contravventori saranno perseguiti a norma di legge, multati e segnalati all’Autorità Giudiziaria.

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