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Finalmente la nuova legge a tutela del tartufo

Presentato il testo di legge sulla tutela del tartufo abruzzese. La Giunta Regionale avrà la possibilità di promuovere l’istituzione di un marchio di qualità del pregiato prodotto

Regione – A Quadri, in provincia di Chieti, si è tenuto un incontro pubblico per presentare i punti salienti della nuova legge che contiene le norme in materia di raccolta, commercializzazione, tutela e valorizzazione dei tartufi in Abruzzo.

L’ultimo provvedimento regionale risaliva al lontano 1988. “Era giusto e necessario intervenire per adeguare il quadro normativo regionale ai mutati scenari di questo settore che è sempre più in evoluzione” ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche agricole Mauro Febbo, intervenuto come relatore insieme – tra gli altri – al vice comandante regionale del Corpo Forestale Giorgio Morelli, e ai due tecnici della Regione Abruzzo Franco La Civita e Gabriele De Laurentiis, che hanno lavorato alla stesura del testo.

A testimonianza dell’importanza degli argomenti in discussione, l’incontro ha fatto registrare un ottimo riscontro di pubblico, con una nutrita rappresentanza di produttori, raccoglitori, commercianti, trasformatori e ristoratori.

“Nel corso del dibattito sono emersi numerosi interventi di condivisione e plauso in merito al testo di legge, atteso da molto tempo, e sono arrivati anche dei suggerimenti per piccole modifiche, come quelle relative agli orari, che solo al vaglio degli uffici competenti. Il confronto è stato utile anche per discutere degli aspetti fiscali in merito ai quali ritengo necessario intervenire a livello nazionale introducendo un regime agevolato ed un abbassamento dell’Iva al 4%”. “Ci tengo ad evidenziare”, ha detto Febbo, “come il mondo dei tartufi abbia accolto con grande favore questa nuova Legge che era diventata assolutamente necessaria ed urgente per un settore che è doveroso tutelare e valorizzare. Un mondo in continua evoluzione che riveste un ruolo sempre più importante nell’ambito delle produzioni tipiche regionali e che può vantare dati estremamente significativi: 6.000 cercatori autorizzati e paganti il tesserino per la raccolta, 36 aziende che ogni anno producono e lavorano 210 quintali di questo particolare e pregiato fungo (seconda regione dietro l’Umbria), 3 vivai per la coltivazione (di cui 1 pubblico) e 6 associazioni riconosciute sul territorio abruzzese”.

“Questa proposta nasce con il duplice scopo di tutelare e preservare il patrimonio tartufigeno della regione e al tempo stesso valorizzare la produzione locale, ancora troppo spesso venduta, in modo anonimo, sui mercati di regioni più conosciute”, ha proseguito l’assessore regionale.

Queste le novità più rilevanti introdotte con la nuova legge:

  • sarà possibile raccogliere e commercializzare per il consumo 9 forme diverse di tartufo appartenenti a 7 specie distinte
  • verrà assicurata una maggiore flessibilità attraverso la chiusura di parte del territorio regionale alla raccolta, la variazione del calendario e delle quantità di raccolta giornaliere per esigenze legate alla tutela e all’incremento del patrimonio tartuficolo
  • si procederà all’identificazione delle “zone geografiche di raccolta e produzione” (possibilità concessa dalla presenza, in Abruzzo, della “Cartografia delle aree vocate”)
  • sarà eliminato l’uso dello zappetto, mentre rimarrà quello del vanghello
  • la validità del tesserino passerà da 6 a 10 anni
  • la tassa di concessione regionale, a fronte dell’aumento previsto, consentirà di destinare il 50% delle entrate ad attività inerenti la ricerca, sperimentazione, tutela e valorizzazione del tartufo tramite uno specifico capitolo di spesa.

La Giunta Regionale avrà inoltre la possibilità di promuovere l’istituzione di un marchio di qualità del tartufo abruzzese e sostenere tutte quelle iniziative orientate alla promozione del prodotto quali attività di ricerca, sperimentazione, tutela e percorsi gastronomici dedicati.

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