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FONTANA LIRI – RISCHIO BLOCCO PRODUZIONE AL PROPELLENTI, INTERVIENE LA UIL

Riceviamo e pubblichiamo:

Arrivano alcune rassicurazioni sul futuro prossimo dell’Agenzia Industrie Difesa (ex Propellenti) di Fontana Liri ma non bastano ad assicurare che la produzione possa davvero riprendere a ritmi serrati. Durante l’incontro con i sindacati, il direttore generale Giancarlo Anselmino ha annunciato l’arrivo del responsabile del servizio prevenzione e protezione e quello imminente di altre figure dirigenziali che al momento mancano. Allo studio ci sono progetti finalizzati all’ottenimento dei finanziamenti necessari per ammodernare gli impianti di una fabbrica che serve multinazionali sul tutto il territorio e fiore all’occhiello dell’intera Ciociaria: “Il direttore ci ha chiesto di ripartire con la produzione – riferisce Riccardo Colafrancesco della Uil PA – assicurando l’arrivo di nuove professionalità, ma questo potrebbe non bastare perché ci sono altre problematiche da risolvere in fretta inerenti l’organico dipendente dell’azienda”. Il rappresentante sindacale entra nello specifico: “Ad oggi – sottolinea – contiamo cento unità lavorative, di queste però trenta, il prossimo anno, andranno in pensione e il direttore Anselmino ci ha già annunciato che, viste le leggi attuali, sarebbe difficile sostituirle essendo la fabbrica a carattere statale. In questo caso si andrebbe a creare una situazione insostenibile che bloccherebbe inevitabilmente la produzione e costringerebbe anche le aziende clienti dell’Aid a mettere in cassa integrazione i propri dipendenti. Si andrebbe dunque ad innescare un meccanismo che colpirebbe l’economia di tutto il territorio nazionale”. Colafrancesco si appella alla politica locale affinché si mobiliti per salvare l’azienda di Fontana Liri: “Occorre stabilizzare al più presto il personale in somministrazione presente nello stabilimento da circa tre anni, che è già formato e pronto a lavorare prodotti particolari come quelli che riguardano la difesa. Faccio appello ai nostri rappresentanti politici affinché si mobilitino per cambiare le attuali normative e consentire all’azienda di assumere personale e salvare un’industria importante per la Ciociaria e l’indotto che crea sul territorio circostante. Dipendenti e dirigenti ce la stanno mettendo tutta ma tocca alla politica ora fare la propria parte”. L’esponente della Uil PA avanza poi una proposta: “La soluzione potrebbe essere la realizzazione di una società pubblico-privata che possa dare nuova linfa all’Aid. C’è a tal proposito un bando internazionale che scade il 19 Settembre”.

 

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