SANITA'

Frosinone – Paziente ringrazia il reparto di Neurochirurgia

Riceviamo e pubblichiamo di seguito la lettera arrivata in redazione con cui una paziente esalta le capacità professionali e le doti umane del personale dell’ospedale Spaziani di Frosinone. Ecco il testo integrale:

Desidero affidare al vostro giornale un ringraziamento pubblico, sentito e doveroso, al reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Spaziani di Frosinone.

Sette mesi fa, a seguito di una grave caduta da cavallo che mi ha causato una frattura pluri-frammentata dell’atlante, ho iniziato un percorso di cura complesso. Dopo aver vissuto purtroppo diverse esperienze negative in altre strutture del territorio, dove spesso ci si sente trattati come “carne da macello”, approdare nel reparto di Neurochirurgia dello Spaziani è stata per me una rivelazione.

Il primo ringraziamento va al primario, il Dott. D’Andrea: in questo percorso così tortuoso e segnato da una fragilità che toglie il respiro, la sua figura è stata per me un faro costante. Non è soltanto un chirurgo di altissima competenza; è un uomo dotato di una sensibilità fuori dal comune. In ogni visita, con una pazienza infinita, è riuscito a scacciare i miei timori più profondi, trasformando l’angoscia in consapevolezza. Non mi sono mai sentita un numero, ma una persona da accompagnare passo dopo passo, protetta dal suo sorriso e da una dedizione che va oltre il semplice dovere professionale. È grazie alla sua capacità di infondere coraggio che sono riuscita, anche nei momenti di buio più fitto, a guardare il bicchiere mezzo pieno, trovando quella speranza che altrimenti avrei rischiato di smarrire. È una fortuna rara incontrare chi, con tale discrezione e nobiltà d’animo, riesce a far sentire il paziente al sicuro.

Un plauso altrettanto speciale va a tutto il personale del reparto. È raro trovare un’équipe in cui l’empatia sia condivisa da ognuno. Ogni volta che aspettavo il mio turno, osservavo gli infermieri e gli operatori tra un paziente e l’altro: non vedevo mai in loro lo sguardo di chi vive il malato come una scocciatura, ma quello di chi comprende il bisogno di attenzioni e conforto. In un momento in cui spesso si ricevono solo risposte fredde e distaccate, qui ho trovato professionisti che sanno che oltre la malattia c’è una persona che ha bisogno di sentirsi ascoltata, non di essere trattata con indifferenza.

Credo sia giusto dare voce alle eccellenze del nostro territorio: siamo fortunati ad avere professionisti che, lavorando spesso in condizioni di stress e con ritmi estenuanti, non perdono mai di vista il valore fondamentale dell’umanità.

Cordialmente, Dejanira