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GIANLUCA QUADRINI: “LA RIFORMA RENZI SULLA SCUOLA, FOLLIA ALLO STATO PURO!”.

Dal Consigliere provinciale di Forza Italia, Gianluca Quadrini, riceviamo e pubblichiamo:

Da uomo di scuola non posso non intervenire su questo DDL che sta per essere varato definitivamente, non lascia quasi nulla al caso, mentre lascia tutto al caos. Si occupa di ogni aspetto della vita scolastica per smontarlo e lo sostituisce con norme arbitrarie:

  • I trasferimenti del personale docente di ruolo non possono essere decisi da un Preside, ma devono avvenire attraverso il contratto. Nel primo caso salterebbe interamente la legge sulla mobilità.
  • Gli incarichi discrezionali dei Presidi ai docenti di ruolo non possono essere triennali e soggetti ad arbitraria conferma del DS. La chiamata diretta del Preside con superpoteri, anche se trattasi di personale già assunto, rischia ugualmente di innescare rapporti clientelari e legalizzare l’abuso d’ufficio
  • Un docente di ruolo non può insegnare una materia diversa dalla propria. Non si può diventare tuttologi.
  • Gli organi collegiali non possono essere cancellati.
  • La Costituzione afferma che le scuole paritarie si possono costituire senza oneri per lo Stato; la Legge Berlinguer ha solo parificato le scuole private, non ha stabilito l’erogazione di fondi pubblici.
  • Il Piano dell’offerta formativa e la quantificazione dei docenti di ruolo da assegnare alle classi non possono essere vincolati alle disponibilità economico-finanziarie della Regione (Governance). E se le risorse stanno a zero?
  • Il ruolo del Docente specializzato sul sostegno non può essere ridefinito per demansionarlo e toglierlo agli studenti con disabilità.
  • Il Preside non può stabilire un POF sulla base delle offerte imprenditoriali della zona (attori economici), soprattutto in territori ad alta densità mafiosa. I privati non possono sponsorizzare la didattica perché la condizionerebbero col rischio di inficiarne i risultati e l’apprendimento.
  • Gli studenti di un Liceo non possono lavorare gratis (contratti di apprendistato) “nei periodi di sospensione didattica” per l’impresa della zona che sponsorizza.
  • I presidi non possono creare liste di proscrizione (i famosi albi) dei docenti da cui nessun DS attinge.
  • Nel disegno di legge delega è prevista la cancellazione del parere obbligatorio del Consiglio superiore della pubblica istruzione. Quindi si prescinderà dal parere del CNPI. Poiché l’ex Profumo lo ha sciolto e, nonostante una sentenza del TAR (ottobre 2012) che obbligava a ricostituirlo in tre mesi, non si è ancora proceduto a riconvocarlo, si farà come se non fosse necessario. La democrazia, si sa, fa perdere un sacco di tempo.
  • Per quanto riguarda i docenti precari: Le Gae non possono essere soppresse. Le assunzioni in ruolo si devono fare con un decreto legge d’urgenza, scorporandole da questo DDL, così come sembra vogliono fare ed inoltre gli abilitati di 2 fascia ed idonei dell’ultimo Concorso, devono avere stessi diritti degli altri docenti per riconoscere anche a loro le assunzioni se i posti ci sono.
  • Ultima cosa, per come è strutturata la scuola e per com’è costituita, non è possibile cancellare le graduatorie d’Istituto di 3 fascia delle supplenze che concorrono, a pieno titolo, nella formazione dell’organico nel momento in cui occorrono supplenti per coprire gli insegnamenti necessari e non con docenti di altre materie solo perché ci sono docenti in organico funzionale.

La scuola non ha bisogno di una riforma incostituzionale, a rischio deriva autoritaria, e dagli effetti caotici. Ha bisogno invece della restituzione delle risorse tagliate precedentemente e poi di altre risorse fino al 6,0% del Pil nazionale per raggiungere almeno la media dei Paesi Ue.

Qualsiasi intervento che abbia come effetto la modifica della posizione economica del personale della scuola, scatti, incentivi, bonus e quant’altro deve essere deciso e concordato tramite contrattazione tra le parti deputate a farlo, come da CCNL, cioè a livello centrale tra rappresentanti del governo e rappresentanze sindacali e a livello periferico tra dirigenti scolastici e RSU e deve diventare parte integrante del CCNL della categoria.

Non è possibile permettere tutto questo e con forti pressioni in Parlamento con minacce di fiducia o altro. La riforma della scuola è un percorso troppo importante che deve essere condiviso da tutte le forze politiche ma soprattutto con le organizzazioni sindacali che invece, da un governo che si professa di sinistra, sono state completamente estraniate dalla discussione.

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