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GIUBILEO E VIA FRANCIGENA, IL PELLEGRINAGGIO VERSO ROMA

Da Enzo Cinelli riceviamo e pubblichiamo.

Veroli – Anno Santo della Misericordia e via Romea-Francigena del Sud un binomio straordinario, l’occasione da cogliere al volo, senza ulteriori indugi o ritardi da parte di Istituzioni, Associazioni di categoria, Chiesa e privati, per far conoscere al grande pubblico non solo italiano, questo rinnovato percorso di fede presente in Ciociaria per i pellegrini che a piedi vogliono raggiungere già dal prossimo otto dicembre, la Città Eterna. Importanti finanziamenti regionali sono stati concessi questa settimana per la messa in sicurezza ed ottimizzazione della segnaletica sulla via Francigena nel tratto, sicuramente più affollato, nelle provincie di Viterbo e Roma versante nord. Conoscendo imprevedibilità di Papa Francesco chissà quando sarà pellegrino su qualche tratto della via Francigena (come riportato nei giorni scorsi da una testata giornalistica nazionale). I pellegrini, al tempo stesso, arriveranno anche dal Sud Italia per visitare le Basiliche S. Giovanni in Laterano, S. Paolo, S. Maria Maggiore ed ovviamente S. Pietro. Il nostro territorio ha una conformazione davvero singolare, unito alle bellezze architettoniche e culturali dei vari centri storici, una cucina tradizionale squisita e una forte vocazione all’accoglienza, sottolineando doverosamente l’aspetto spirituale così pregnante in ogni chiesa che si incontra negli oltre novanta km del tragitto ciociaro.

L’abbazia di Montecassino, con le spoglie di S. Benedetto patrono d’Europa e Santa Scolastica, a 165 km dalla Capitale è sicuramente, visto anche i tanti collegamenti in treno da e per Roma, un ottimo punto di partenza e come non citare Veroli con la tomba di S. Maria Salome, madre degli apostoli S. Giacomo Maggiore e Giovanni l’Evangelista e la presenza della Scala Santa. Il caratteristico borgo ernico anch’esso ben collegato con i mezzi pubblici, si trova a poco meno di 110 km dalla tomba di S. Pietro, rientrando nei canoni per il rilascio del Testimonium, la pergamena in latino che certifica l’avvenuto pellegrinaggio a Roma “devotionis causa”. La via Romea/Francigena Sud ha bisogno di essere implementata con una segnaletica non invasiva, il pellegrino viaggia a piedi (circa 90%, restante in bici) alla media poco superiore ai 4km/h, quindi ha tutto il tempo di notare le necessarie indicazioni sul percorso già compiutamente tracciato. Serve altresì investire sulla Accoglienza povera donativa, tipica degli “albergue municipal” nella penisola iberica, ben dislocati sui quindici cammini verso Santiago. In Ciociaria si potrebbe introdurre una formula particolare di prezzi per il pernotto dei pellegrini che si avvalgono di B&B o alberghi convenzionati e una rete di ristoratori con i “menù del pellegrino” a prezzo fisso, incentivando i volontari che devono divenire i veri custodi della Francigena, per mantenere puliti sentieri e tratturi accessibili a tutti, sia pure con delle piccole varianti in alcuni tratti.

Negli ultimi anni, qualche temerario ha creduto nell’innovativo progetto di ristoro ed accoglienza povera e un timido ma benaugurante risultato inizia a intravedersi sul transito e pernotto dei pellegrini ad Anagni, Ferentino, Veroli, Casamari, Ceprano, Aquino e Cassino, seguendo la guida cartacea, con tracce GPS per i pellegrini 2.0, editore Terre di Mezzo, 2011 e scritta dai pellegrini Monica d’Atti e Franco Cinti della Confraternita San Jacopo de Compostela. Unico nel suo genere è il punto #113PoSitivamente, nell’amena campagna strangolagallese, ove un grintoso Enzo Cinelli facendo propria la citazione della Delbrei “chi sa costruire, agli incroci del mondo, l’albergo senza registri e senza prezzi, vede l’estraneo farsi fratello e il Verbo diventare carne, per abitare in mezzo ai suoi”, ha creato dal nulla un singolare luogo artistico, con il sostegno di alcuni amici, accogliendo fraternamente, assieme alla sua cordiale famiglia, in questo 2015, una novantina di pellegrini tra italiani ed europei.

Sono oltre 350 quelli rifocillati gratuitamente e censiti dall’estate 2011, alcuni di essi hanno trovato anche un umile ma decoroso giaciglio per la notte, in cambio di una foto e citazione sul Libro degli ospiti. Moderni viandanti con credenziale, zaino in spalla, bordone e borraccia che da piazza San Pietro, calcando il millenario basolato dell’Appia Antica, salendo sulle pendici dei Castelli romani e scendendo lungo l’alta Valle del Sacco si dirigono a piedi, in bici o con asino al seguito, attraversando da nord a sud la nostra provincia e le quattro diocesi che la compongono, ai porti pugliesi di imbarco per la Terra Santa. Accorgimenti pratici per far si che la via Romea – Francigena del Sud diventi una formidabile attrattiva da parte di un numero sempre crescente di italiani e stranieri che scelgono il lento cammino, con le parole di Papa Benedetto XVI “attraverso Cristo siamo pellegrini in cammino verso la terra promessa, verso di Lui, che è la nostra origine ed anche la nostra meta.” Crediamoci e buon cammino a tutti.

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