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I CONTRATTI DI FIUME? STRUMENTO CONCRETO DI SVILUPPO

I contratti di fiume quali strumenti di sviluppo socio-economico per il territorio.

È quanto emerso nel corso del convegno svoltosi nella giornata di lunedì 15 giugno, presso le sale del ristorante Mingone a Carnello, e organizzato dall’Amministrazione Comunale di Arpino, con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri della Provincia di Frosinone, nonché dell’UNITEL, Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali.

Il Sindaco di Arpino, Avv. Renato Rea, ha aperto i lavori sottolineando la necessità che le Amministrazioni Comunali lambite dai corsi fluviali facciano fronte comune per realizzare insieme una programmazione territoriale ad ampio respiro, che consenta di realizzare progetti concreti di sviluppo socio-economico.

“Gli argomenti che verranno trattati in questa sede – ha commentato il sindaco di Arpino – devono servire ad accrescere le conoscenze e le competenze dei tecnici del settore, in particolare architetti ed ingegneri, e devono far riflettere gli amministratori locali  che da queste esperienze dovrebbero trarre utili indicazioni per iniziative che si tramutino in utilità concrete per l’intero territorio e non solo a livello locale. È importante, infatti, un’adesione non formale ma effettiva ed incondizionata. Ringrazio il Consigliere delegato all’urbanistica Arch.Teresa Branca, nonché l’Arch.Giuseppe Viscogliosi e tutto lo staff dell’Ufficio Tecnico del Comune di Arpino per il grande lavoro preparatorio di questo convegno”.

L’Arch.Teresa Branca ha coordinato gli interventi, tutti di grande spessore e molto apprezzati dalla folta e qualificata platea. Quello che è emerso è l’importanza strategica dei contratti di fiume, strumenti principe per attuare politiche di tutela e risanamento delle nostre acque, attraverso la pianificazione a livello locale di una progettazione negoziata per il raggiungimento di obiettivi comuni.

Si tratta dunque di mezzi attraverso i quali realizzare un approccio integrato alla politica di gestione delle risorse idriche permanenti che,  nella Regione Piemonte, è stata messa in cantiere da ben 347 Comuni, come spiegato dai relatori Arch.Paolo Mancin, Dott.ssa Gianna Betta e Prof.ssa Roberta Ingaramo, che hanno illustrato le loro  esperienze nei contratti di fiume realizzati nella loro Regione.

Molto apprezzati anche gli interventi del Dott.Rocco Lafratta, della Prof.ssa Gilda Berruti e del Prof.Francesco Domenico Moccia, che hanno parlato delle linee guida per i contratti di fiume nella Provincia di Salerno, della costruzione del quadro conoscitivo e del piano di azione e delle pratiche di progetto dei contratti di fiume.

Dopo i saluti del Consigliere Regionale On.Marino Fardelli che ha assicurato il sostegno della Regione Lazio per l’attuazione di questi progetti, nel pomeriggio hanno preso la parola il Prof.Guido Gentile, il Prof.Fabio Massimo Frattale Mascioli ed il Prof.Mariano Mari, che hanno illustrato le tecnologie ed il loro contributo allo sviluppo territoriale, nonché gli aspetti urbanistici collegati ai contratti di fiume.

A chiusura dei lavori il Dott.Eugenio Monaco, Responsabile dei contratti di fiume della Regione Lazio, ha spiegato lo stato di avanzamento delle linee guida che la Regione sta redigendo.

Grande soddisfazione ha espresso l’Arch.Branca per gli ampi consensi ricevuti. “Partecipazione e coinvolgimento – ha dichiarato – sono le basi da cui partire per realizzare quello che è stato definito un processo la cui realizzazione richiede tempi lunghissimi durante i quali si costruiscono le fondamenta per l’elaborazione di un piano di azione, preceduto da un’analisi conoscitiva del territorio, per arrivare  all’attuazione delle azioni secondo le modalità, le responsabilità, le tempistiche e le risorse finanziarie indicate e sottoscritte nel piano di azione”.


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