Azienda sospende attività, 35 famiglie senza stipendio, l’appello urgente alle autorità politiche.
Di seguito la nota sindacale:
Massima allerta occupazionale nel polo cartario di Isola del Liri. In data 18 giugno 2026, si è tenuto un incontro d’urgenza presso la sede dell’azienda in Via Roma, a seguito del quale l’azienda ha ufficializzato la sospensione immediata di qualsiasi attività lavorativa.
La decisione viene motivata dall’azienda con gravi difficoltà economico-finanziarie connesse all’aumento dei costi energetici (con imminente distacco delle utenze) e a prescrizioni ricevute dall’Ispettorato del Lavoro competente. La proprietà ha annunciato l’intenzione di voler accedere a uno strumento di regolazione della crisi d’impresa presso il Tribunale, con conseguente nomina di un Commissario giudiziale.
Le delegazioni sindacali composte da SLC CGIL, FISTEL CISL e UIL FPC esprimono fortissima preoccupazione per i tempi burocratici che intercorreranno tra la sospensione e la nomina del Commissario, periodo in cui 35 lavoratori e le loro famiglie rimarranno di fatto senza stipendio e senza tutele immediate.
Le delegazioni sindacali evidenziano che la sospensione delle attività non può tradursi nel totale abbandono di 35 famiglie e che al personale devono essere riconosciute tutte le spettanze dovute.
Le parti si riaggiorneranno per un nuovo confronto entro la prima settimana di luglio 2026, ma lo stato di agitazione parte da subito.
A fronte della gravità della situazione, i lavoratori e i sindacati rivolgono un appello perentorio e urgente a tutte le istituzioni locali, regionali e alle forze politiche affinché intervengano immediatamente. Viene richiesta l’apertura immediata di un tavolo di crisi istituzionale per bloccare gli effetti della sospensione, tutelare i livelli occupazionali del territorio e attivare con urgenza ammortizzatori sociali straordinari per garantire il reddito delle 35 famiglie coinvolte.
La cittadinanza e la politica sono chiamate a dimostrare solidarietà attiva e a schierarsi al fianco di chi rischia di perdere tutto in un settore chiave per l’economia locale.