Una docente precaria della scuola non si è arresa a quella che riteneva un’ingiustizia nelle graduatorie e ha deciso di portare la vicenda davanti al giudice. Il risultato è arrivato con una sentenza del Tribunale del Lavoro di Frosinone, che ha riconosciuto il suo diritto al risarcimento del danno e al punteggio di servizio che avrebbe maturato se l’incarico di supplenza fosse stato assegnato correttamente.
La vicenda riguarda le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) della provincia di Frosinone, valide per il biennio 2020/2022, e in particolare le classi di concorso B019 e B020 – Laboratori di servizi enogastronomici, settore cucina.
La vicenda
La docente era inserita in seconda fascia GPS, posizione prevista per chi non possiede l’abilitazione all’insegnamento. Durante l’anno scolastico 2020/2021, tuttavia, alcuni incarichi di supplenza sono stati assegnati a docenti collocati in prima fascia, i quali avevano indicato come titolo di accesso alcune precedenti decisioni dei giudici amministrativi legate a vecchi contenziosi sulle graduatorie.
Secondo quanto ricostruito nel processo, quei provvedimenti non potevano essere utilizzati per giustificare l’inserimento nella prima fascia delle GPS disciplinate dall’ordinanza ministeriale n. 60 del 2020, che richiede invece il possesso dell’abilitazione o di specifici provvedimenti giudiziari idonei.
Il Tribunale ha quindi ritenuto che quei docenti non dovessero essere collocati in prima fascia. Se fossero stati inseriti correttamente in seconda fascia, si sarebbero trovati dietro la docente ricorrente, che avrebbe quindi avuto diritto all’incarico di supplenza.
La scelta di non arrendersi
Il passaggio decisivo della vicenda è stata la decisione della docente di non accettare passivamente la situazione.
Molti docenti, di fronte a graduatorie già pubblicate e incarichi già assegnati, tendono a rassegnarsi pensando che non sia più possibile cambiare nulla. In questo caso, invece, la docente ha scelto di verificare nel dettaglio la posizione di chi la precedeva in graduatoria e di far valere i propri diritti.
Quella scelta ha permesso di dimostrare che la graduatoria era stata applicata in modo non corretto e che proprio quell’errore aveva inciso sulle sue possibilità di lavoro.
La decisione del Tribunale
Il giudice ha accertato che l’errata collocazione in graduatoria aveva alterato il sistema di assegnazione delle supplenze e ha quindi riconosciuto alla docente: il risarcimento per il mancato incarico di supplenza; il riconoscimento del punteggio di servizio che avrebbe maturato se l’incarico le fosse stato attribuito.
La causa è stata seguita dallo studio legale isolano condotto dagli avvocati Antonio Rosario Bongarzone e Paolo Zinzi, che da anni si occupano di contenzioso nel settore scolastico.
La vicenda rappresenta un caso significativo per molti docenti precari: dimostra che, anche quando le graduatorie sembrano ormai definitive, gli errori possono essere contestati e corretti se incidono concretamente sui diritti e sulle opportunità di lavoro.