Prima vittoria dopo la sentenza della Cassazione sulle ferie dei docenti precari: condannato il Ministero
Importante risultato ottenuto davanti al Tribunale di Cassino dagli Avvocati Antonio Rosario Bongarzone e Paolo Zinzi in materia di ferie non godute dei docenti precari.
La decisione assume particolare rilievo perché arriva pochi mesi dopo la recente pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che aveva ridefinito i criteri di calcolo delle ferie monetizzabili. Nonostante il nuovo orientamento della Suprema Corte, il Tribunale di Cassino ha accolto il ricorso di una docente precaria riconoscendo un credito pari a euro 2.787,19 per ferie e festività soppresse non godute.
Secondo gli Avvocati Bongarzone e Zinzi, la sentenza dimostra che la Cassazione non ha eliminato il diritto dei precari della scuola a ottenere il pagamento delle ferie maturate e non fruite, ma ha semplicemente imposto una diversa metodologia di calcolo.
Proprio l’elaborazione dei nuovi conteggi, predisposti alla luce della recente giurisprudenza, ha consentito di ottenere una delle prime vittorie successive all’intervento delle Sezioni Unite.
Il Tribunale ha inoltre ribadito che l’amministrazione deve dimostrare di avere effettivamente informato il lavoratore circa la possibilità di fruire delle ferie e le conseguenze derivanti dalla mancata utilizzazione delle stesse. In assenza di tale prova, resta fermo il diritto all’indennità sostitutiva.
La decisione potrebbe avere importanti riflessi per migliaia di docenti precari con contratti al 30 giugno che negli ultimi anni non hanno ricevuto il pagamento delle ferie maturate durante il servizio.