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LA SALUTE A TAVOLA – CI SONO ZUCCHERI…E ZUCCHERI! SCEGLIAMOLI CON CRITERIO

di Roberta Capoccia, Dottoressa in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana.

Il termine “zuccheri”, in gergo, indica una categoria di composti molto discussi da tutti, per via della loro elevata incidenza quantitativa nel regime alimentare quotidiano di molti di noi. E’ opportuno specificare che tali sostanze sono denominate anche in tanti altri modi, ovvero glucidi, carboidrati, saccàridi ecc. e molto spesso il termine “zuccheri” indica solo un tipo di questi composti, ovvero gli zuccheri semplici, che tratterò qui di seguito.

Per non creare confusione utilizzerò il termine “carboidrati” per indicare l’intero gruppo di questi composti. Si tratta di sostanze indispensabili per una sana e corretta alimentazione e per conoscerli a fondo occorre subito suddividerli in due grosse categorie: semplici e complessi. Ciò perché i carboidrati possono essere costituiti da una singola unità (che nei casi più noti è rappresentata dal monosaccaride glucosio o fruttosio), oppure possono associarsi tra loro con dei legami a formare disaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi. Per essere assorbiti dal nostro organismo, dunque, devono essere scissi, in caso si tratti di carboidrati complessi, nella loro unità costitutiva più piccola. In seguito all’assorbimento saranno poi utilizzati dal nostro organismo per fornire energia; possono inoltre essere immagazzinati come risorsa energetica nel fegato e nel muscolo o trasformarsi in grassi.

Cerchiamo, ora, di cogliere rapidamente le loro differenze per fare scelte migliori. Innanzitutto, è ormai assodato da numerosi studi scientifici che vanno preferiti i carboidrati complessi a discapito dei semplici; sono questi ultimi, infatti, i veri incriminati nell’ alimentazione in quanto sono responsabili di una serie di problematiche per il nostro organismo. I carboidrati in senso generico, e specificatamente quelli semplici, sono direttamente responsabili delle modificazioni (picco) dell’indice glicemico, ovvero dell’effetto che ha l’alimento che li contiene, sulla glicemia. Stimolano la secrezione di insulina che è l’ormone per eccellenza dell’accumulo del grasso e al contempo bloccano la secrezione di glucagone, ormone che, al contrario, stimola il consumo di grassi e zuccheri. Tutto ciò può mutare poi in problematiche sempre più gravi fino a sfociare nell’ induzione dello stress ossidativo cellulare e sviluppo di neoplasie.

Allora come muoversi in questo campo? Bevande zuccherate e succhi di frutta, caramelle, dolci, biscotti, così come zuccheri semplici raffinati come il saccarosio, sono da prendere con le pinze poiché spesso non sono alimenti aventi alcun valore nutrizionale, e pertanto eccessivamente calorici e dannosi per l’organismo.

Ci sono poi zuccheri semplici naturali come quelli della frutta o come il lattosio che si trovano in alimenti ricchi di vitamine, fibre e sali minerali e che quindi, nonostante siano semplici si apportano insieme ad una serie di sostanze alleate della salute, che ben compensano gli effetti negativi determinati dagli zuccheri semplici contenuti in questi alimenti. Tutto ciò ovviamente, tenendo sempre ben presenti le quantità consumate.

In generale, gli zuccheri semplici, sia raffinati che non, sono prontamente utilizzabili dal nostro organismo ma forniscono energia a breve durata. Sono da preferire, invece, i carboidrati complessi così definiti poiché contengono più unità di monosaccaridi legate tra loro. Tali carboidrati sono contenuti in pasta, riso, pane, cereali, legumi, ecc. e sono in grado di distribuire l’energia su un tempo più lungo, assicurando quindi il protrarsi del senso di sazietà, a differenza dei semplici. Per concludere ricordo che per l’individuo sano, restano comunque sempre da preferire i carbodrati complessi integrali.

Quindi… Dolce vita si, ma attenzione agli eccessi perché non perdonano!

IL PROTAGONISTA DEL MESE: MELOGRANO

  • melogranoRicco in antiossidanti, minerali e vitamine, soprattutto la C, è considerato ipocalorico poiché apporta circa 65Kcal/100g di alimento.
  • Il suo consumo regolare aiuta a ristabilire nel range della normalità i livelli di colesterolo LDL e HDL, prevenendo o riducendo il rischio di obesità.
  • Il succo di melograno può agire come anticoagulante, riducendo il rischio di arteriosclerosi e di malattie cardiovascolari. Inoltre il contenuto in tannini e polifenoli di questo frutto può ostacolare la formazione di metastasi riducendo l’azione dei radicali liberi.
  • Attenzione alle interazioni che il melograno può avere con alcuni farmaci, poiché può aumentarne la tossicità fino a gravi conseguenze per il nostro organismo.

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