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LO SAPEVATE CHE…IL 15 FEBBRAIO E’ LA FESTA DEI SINGLE E SI RICORDA IL MARTIRIO DI SAN FAUSTINO

Pro Loco Fontechiari - La voce del Flauto la voce dell'Anima

Lo sapevate che il 15 febbraio si celebra la festa degli scapoli d’oro e la Chiesa ricorda il martirio di San Faustino?

Se il 14 febbraio gli “innamorati” festeggiano San Valentino, con rose, cioccolatini e cene al lume di candela, il 15 febbraio non è da meno!

Per par condicio, il giorno successivo a quello degli innamorati è la Festa dei single, ovvero di tutti coloro che, per scelta o per colpa del destino, non cercano l’anima gemella o, per loro sfortuna, non l’hanno ancora trovata.

Il patrono di questa festa è San Faustino di Saezzo, patrono di Brescia.

Ma quali sono le origini di questa festa dedicata ai “non innamorati”?

Una tradizione di origine medievale narra che San Faustino, assurto al rango di martire della Chiesa Cattolica, fosse solito offrire, il 15 febbraio di ogni anno, alle giovani donzelle l’opportunità di incontrare il loro futuro marito.

Il culto del nobile cavaliere della Valtrompia, dunque, divenne, nel corso dei secoli, un inno alla fertilità, alla prosperità, alla brama d’amore, da perpetuare, a cadenza annuale, nel giorno del suo martirio.

Questa storia, legata al significato del nome Faustino – che ha origini latine e significa “benevole, prospero” – hanno dato inizio, intorno al 2001, alla festa dei single.

Letta in quest’ottica, questa ricorrenza non è altro che un auspicio per tutti gli scapoli di incontrare l’altra metà della mela, in contrasto anche con le convinzioni di coloro che proprio non vogliono saperne di convolare a nozze.

In realtà, la festa dei single è legata ad un’altra leggenda.

Si racconta che, Faustino, vissuto nel II secolo d.C., nacque da famiglia pagana molto ricca, motivo per cui entrò presto nell’ordine equestre e divenne cavaliere. Affascinato dalla religione cristiana, durante l’Impero di Adriano, si fece battezzare dal vescovo Apollonio e decise di predicare la parola del signore in tutta la zona che comprendeva Brescia e i paesi circostanti.

La sua passione, unita al rifiuto di fare sacrifici in onore degli dei, lo portarono entro breve tempo ad essere perseguitato dagli altri nobili.

La questione fece infuriare anche l’imperatore Adriano, il quale, inizialmente, ordinò di darlo in pasto ai leoni – che, però, si sedettero ai suoi piedi invece di divorarlo – e poi decise di farlo bruciare vivo.

Ma, anche in questo caso, Faustino la scampò perché le fiamme non lo investirono.
Si racconta, infine, che dopo una serie di trasferimenti, San Faustino fu ucciso, insieme al fratello Giovita – anche lui convertitosi al cristianesimo – il 15 febbraio di un anno compreso tra il 120 e il 134.

Il due fratelli, divenuti Santi, furono nominati i protettori di Brescia, dove ancora oggi si ricordano con un’importante fiera.

 

 

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