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LO SAPEVATE CHE…SAN FRANCESCO D’ASSISI POTREBBE ESSERE STATO A SORA?

“Sono del parere che nulla si opponga alla ipotesi che S. Francesco di Assisi sia passato per Sora e vi si sia fermato, e anche più di una volta, e che di lui sia rimasto profondo nella nostra popolazione il ricordo per tutto il secolo XIII”.

E’ quanto ha sostenuto Don Gaetano Squilla nel suo libro “La Chiesa di S.Francesco in Sora e la Confraternita dei Sacconi”, stampato dalla Tipografia dell’Abbazia di Casamari, nel 1978, e venduto al prezzo di 2.500 lire.

Secondo quanto ricostruito dal prelato, a sostegno della probabile sosta in riva al Liri – in uno dei suoi viaggi nell’Italia centrale, o durante il viaggio di ritorno dall’Oriente o dopo la visita al Gargano – non esistono documenti che ne accertino la veridicità, ma l’ipotesi non sarebbe del tutto campata in aria, in considerazione della sua sicura presenza in alcuni paesi del circondario: Vicalvi, dove – secondo lo storico francescano Wadding – il Poverello operò un miracolo; San Vincenzo Valle Roveto (dove San Francesco pregò nella chiesetta del Romitorio, alle pendici dei monti del paese); Civita d’Antino, dove sopravvive la tradizione popolare del passaggio del Santo.

“Sora era un punto obbligato per chi scendeva da Valle Roveto, oppure per chi, partendo da Valle Comino, ove sorge Vicalvi, si recava a Roma o risaliva in Abruzzo, diretto in Umbria – argomenta Don Gaetano Squilla, nel libro dedicato alla Chiesa di Piazza Mayer Ross – (…). Sono troppi i ricordi che nelle nostre terre parlano di lui (S.Francesco ndr) e ci inducono a non escludere a priori un suo passaggio anche per Sora. (…). Sarebbe pura fantasia pensare ad una chiesetta che sorse in Sora in onore di S.Francesco o dopo una sua visita alla nostra città o subito dopo il suo transito benedetto? A questa domanda, però, che vuole essere semplice ipotesi, si può e si deve obiettare legittimamente che lungo il secolo XIII nessuna notizia esiste sull’esistenza in Sora di una chiesa dedicata a San Francesco” (ricordiamo che Francesco nacque nel 1182 e morì nel 1226).

Di certo, di una chiesa dedicata al Poverello di Assisi, si parla in una pergamena del 1363, che reca il testamento di Cicco de Omobono che lasciò un’oncia d’oro per l’acquisto di un calice. Ma, per mancanza di documenti, è difficile accertare da quanti anni, prima di quella data, esisteva quell’edificio di culto e se la sua costruzione fosse realmente legata al passaggio del Santo. 

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