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Luca Cacciatore, in attesa che diventi realtà.

Tra tutti i giovani atleti del vivaio della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora, eccellenze del territorio convocate in prima squadra da cocah Ricci e dal Dg Vitullo, quello che ha fatto sicuramente il salto più in alto nella sua “carriera” pallavolistica è Luca Cacciatore, chiamato a ricoprire il ruolo di secondo palleggiatore.

Caccia, così lo chiamano gli amici, oramai è parte integrante del roster di Serie A2 con il quale sarà in pianta stabile per tutta la stagione 2012/2013, e dopo tutti gli anni di giovanili e di campionati di serie C, passa per lui il grande treno della sua vita. Così, questo importante ruolo di secondo palleggiatore della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora lo porterà in giro per i palazzetti d’Italia a conosce avversari che fino a questo momento avrebbe potuto guardare solo dagli spalti o in tv e soprattutto a confrontarsi con loro.

Indubbiamente il momento più bello da vivere per lui sarà quello quotidiano con i suoi nuovi compagni dove, tra professionisti e ragazzi giovani e con tanta voglia di imparare come lui, vivrà emozioni di spogliatoio, di campo, di panchina, di allenamento tra mille fatiche, sudore, gioie e sicuramente qualche delusione.

Luca Cacciatore è nato il 5 ottobre del 1992 ed è arrivato nella società pallavolostica sorana a 13 anni direttamente dalla porta di un campo di calcio. Come tutti i bambini giocava a pallone ed era pure bravo, indossava la maglia numero 1 da portiere e ancora oggi è legato a quel numero per il quale ha lottato per averlo anche in questa sua prima e nuova esperienza.

Il suo primo allenatore di pallavolo è stato Maurizio Colucci al quale è legato in modo particolare tanto da essere chiamato “il Coluccino, il figlio di Colucci”, legame indissolubile che c’è ancora con i suoi compagni di allora e alcuni anche di oggi come Rudi Rea. I dieci anni di pallavolo e di vita insieme si vedono tutti negli occhi di Luca che si illuminano al solo pensiero.
Le qualità atletiche di Caccia sono venute fuori subito scoperte proprio da mister Colucci, tanto che al suo primo anno di volley, inserito nell’Under 14, giocava anche con l’Under 18 e venne chiamato da coach Alberto Gatto nella Selezione Provinciale come unico palleggiatore classe ’92.

“Ero il più piccolo nella rosa dei sedici giocatori che parteciparono al Trofeo delle Provinciale – ci racconta Cacciatore, – proprio nell’anno nel quale ho capito prima che cosa fosse la pallavolo, poi che cos’era per me e in fine ho conosciuto quella a un livello un pochino più alto vedendo l’Under 20 dell’M.Roma Volley che vinceva il campionato. L’anno successivo, a 14-15 anni, i miei allenatori cominciarono già a farmi allenare con il palleggio in salto e disputai anche il campionato di I divisione che non andò molto bene”.

Il primo campionato di categoria, in Serie C, Luca lo ha giocato nella stagione 2009/2010 quando la Globo esordiva in Serie A2 dando al suo settore giovanile anche la possibilità di disputare l’Under 18 di Lega dove il palleggiatore ha sempre primeggiato.

“Grazie a coach Cortese e all’unione della squadra riuscimmo ad arrivare alla Top Pool dell’Under 18 nazionale giocando in uno dei templi della pallavolo, il Pala Bre Banca, contro Cuneo e Modena. Come anche l’anno seguente sempre a Cuneo ma quella volta contro la Lannutti e Perugia. In quest’ultima stagione invece ci siamo tolte delle grandissime soddisfazioni nell’Under 19 di Lega dove siamo arrivati alle Final Six della Del Monte Junior League giocando contro parietà tostissimi al Fontescodella di Macerata e qui ho realizzato davvero un sogno, mentre è rimasto qualche rammarico in serie C dove abbiamo perso lo scontro salvezza ai play out per 2 punti al tie break.
Per queste bellissime ultime tre stagioni ringrazio la società Argos Volley che mi ha permesso di vivere queste splendide esperienze ed emozioni ma soprattutto per la fiducia che ha riposto in me come persona e nelle mia qualità di atleta. Se noi delle giovanili però abbiamo potuto disputare campionati nazionali è stato anche grazie al fatto che c’è una squadra che milita in serie A e per me già fare quel tipo di torneo era tantissimo per cui non potete immaginare la felicità di questo mio momento. Fino a ieri andavo al PalaGlobo a vedere partite e allenamenti della prima squadra e sognavo a occhi aperti la serie A non ponendomela mai come un obiettivo anche se inconsciamente, ovviamente ho sempre puntato a quello. È normale e scontato che poter essere in prima squadra era il mio sogno che ora si è realizzato e tra qualche giorno, quando inizierà la preparazione, si concretizzerà.
Ho provato in questi giorni a immaginarmi come potrà essere la mia nuova quotidianità senza più le giovanili e con il mio campionato di categoria che passa dalla serie C alla A2 ma tanta è la voglia di viverla che riesco ad avere solo immagini affastellate e confuse. Certo è che fare il secondo a un palleggiatore del calibro di Adriano Paolucci sarà veramente impegnativo ma anche uno sprono a migliorarmi sempre di più come ho cercato di fare negli anni passati, quelle poche volte che mi sono trovato ad allenarmi con Scappaticcio. È un onore per me stare un passo indietro a un campione come Adriano, cercherò di essere sempre attento a tutto quello che farà per cercare di carpirne più segreti possibili.
Ovviamente non essendo un professionista ma bensì un ragazzo fortunato, ho i miei idoli e come palleggiatore sono stato sempre attratto da Valerio Vermiglio soprattutto dal suo carattere in campo e dal suo atteggiamento propositivo che lo fa guardare sempre avanti anche quando c’è stato l’errore.
I palleggiatori che ci sono quest’anno in A2 sono tutti bravi e so che forse non ne affronterò nessuno come avversario, ma se posso fantasticare mi piacerebbe giocare contro Fabroni. Tornando con i piedi per terra invece le paure sono tante, quella che prende il sopravvento su tutte è di sbagliare, di fare male, ma di contro ho la determinazione, la certezza del costante impegno che ci metterò ogni giorno e la voglia di non deludere me stesso e le persone che mi hanno dato fiducia.
Cercherò di imparare da ogni mio compagno perché tutti loro hanno qualche esperienza sulle spalle in più di me e sono sicuro che andrà tutto bene sia come esperienza personale che del gruppo perché forse, oltre ad avere avuto la fortuna di essere chiamato come secondo palleggiatore in serie A2, ho avuto anche quella di aver beccato la stagione vincente!
In tutti questi anni nella pallavolo Sora, il mio cammino l’ho percorso sempre con Maurizio Colucci al mio fianco, posso dire che è il mio papà pallavolistico. Poi c’è stato un altro allenatore che ha fatto molto bene alla mia crescita che è stato Antonio Cortese. Colucci però mi ha fatto sempre sognare e guardare avanti e al meglio, dandomi giorno dopo giorno la possibilità di arrivare dove sono. Non per questo infatti, uno dei momento più belli della mia vita pallavolistica è stata la prima gara di Junior League contro l’M.Roma Volley con Colucci in panchina come allenatore”.

“Svolgerò con impegno tutto il lavorò che ci sarà da fare e sognerò tutte le notti coach Ricci che mi chiama facendomi uscire dal quadrato di fondo campo, il Team Manager Adi Lami che mi mette tra le mani la paletta con il numero di Paolucci, l’arbitro che ordina il cambio e io che entro in campo chiamando il mio primo schema…”

in attesa che diventi realtà.

 

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