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Nella confusione generale, Sora e i suoi voti cominciano a far gola a molti.

Lo scenario politico regionale appare oggi in continuo mutamento. Un clima di generale confusione, va detto, che bisogna ascrivere sostanzialmente alle manovre di un centrodestra a dir poco schizofrenico. Si parte dalle dinamiche della Regione Lazio: se fino a due giorni fa Beatrice Lorenzin aveva praticamente vinto la battaglia per la candidatura presidenzale contro Francesco Stroace, oggi la faccenda è tornata pesantemente in discussione. L’ufficialità della scelta, infatti, non è mai arrivata e dallo stesso leader de ‘La Destra’ giungono dichiarazioni di sicurezza: “La scelta ricadrà su di me”. Spostandoci alla provincia di Frosinone, i garbugli aumentano: Antonello Iannarilli ha abbandonato ufficialmente la carica di presidente, avendo preferito tornare in competizione per la Pisana, lasciando il timone di comando a Giuseppe Patrizi, che avrà l’arduo compito di gestire un territorio in crisi profonda ed un partito, il Pdl, lacerato da divisioni interne e acredini personali. Se, dunque, i livelli superiori non aiutano a fare chiarezza, impossiiblie sperare, almeno in questo momento, che proprio a Sora si possa raggiungere la quadratura in un centrodestra ancora in attesa di trovare un rappresentate condiviso. Il rischio che corre il comprensorio è grave e ben noto: quello di non riuscire ad esprimere una candidatura che conquisti un largo consenso e che garantisca concreta rappresentatività. Non dobbiamo sorprenderci, perciò, se, approfittando delle divisioni appena descirtte e di un clima che stenta a rasserenarsi, si iniziano a registrare le prime ‘incursioni’ di esponenti politici che Sora hanno imparato a conoscerla solo in campagna elettorale e solo come serbatoio di voti. E allora: visite cordiali presso il nostro ospedale (che continua ad essere sotto attacco), finanziamenti improvvisi tirati fuori come si fa con il coniglio dal cilindro, dichiarazioni al miele di questo o quel rappresentante. Insomma: tutto sembra pronto per il ripetersi di un copione già abbondantemente conosciuto. Saremo in grado, questa volta, di chiudere le porte e di rispondere con un cortese ma fermo ‘No Grazie’? Oppure, dal giorno seguente alle elezioni, torneremo ad assistere al lancio degli stracci e delle accuse per non essere stati capaci di difendere il territorio sorano? Sbagliare una volta si può, ma stavolta non sono ammessi errori, perchè la macchina di chi intende venire a ‘fare spesa’ da noi ha già iniziato a scaldare i motori.

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